Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente
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mercoledì 3 luglio 2019

Quale pane?


Da anni ormai viviamo assistendo ad un fenomeno migratorio a cui non eravamo abituati. Non mi interessa in questa sede affrontare il problema dal punto di vista politico o economico, gli Stati hanno i mezzi e le competenze per tentare di gestirlo e si è fin troppo sproloquiato in materia, quindi non mi soffermo. Quello che voglio approfondire è un altro aspetto del fenomeno che riguarda specificatamente la Chiesa. Da anni ormai dal soglio di Pietro ascoltiamo ininterrottamente sempre lo stesso messaggio; come se dal fenomeno migratorio dipendesse il nostro essere cristiani. Non conosco le motivazioni, che spingono il Papa e le gerarchie vaticane, dietro a questo mantra che ci è proposto opportunamente ed inopportunamente a tutte le ore; quello che so è che, indipendentemente dalle motivazioni umane che ci sono dietro e che possono essere anche poco limpide, quello che succede nella Chiesa è permesso da Dio e quindi in quanto cristiano ho il dovere di comprendere il messaggio. 
Limitandoci a guardare semplicemente l’atteggiamento delle gerarchie, effettivamente si capisce poco; sembra un disco incantato che ripete ininterrottamente sempre la stessa cosa... ma osservando le reazioni del corpo ecclesiale invece le cose si illuminano di una luce inaspettata. Provo a spiegarmi. Le reazioni dei cattolici al mantra vaticano sono sostanzialmente di due tipi.

domenica 26 maggio 2019

Chiesa e fenomeni migratori

A cominciare da Pio XII, che affronta l’argomento in più occasioni, tutti i pontefici hanno offerto la loro riflessione sul complesso fenomeno dei migranti, che nei cento anni trascorsi ha avuto caratteristiche differenti e che investe problematiche complesse di ordine etico, politico e sociale. Nonostante i pronunciamenti successivi di Benedetto XVI e di Francesco, il fenomeno trova un punto di sintesi nel n. 2241 del Catechismo della Chiesa Cattolica pubblicato nel 1992, che lo inquadra all’interno della visione cristiana e del rispetto dei diritti e della dignità di ogni uomo. Nella piena consapevolezza di non avere competenze dirette per proporre soluzioni tecniche di natura economico-politica, tuttavia il Catechismo è consapevole che la visione cristiana è in grado di illuminare i temi della realtà sociale al fine di salvaguardare la dignità della persona umana (cf. Giovanni Paolo II, 1982 e SRS 41), per questo fissa alcuni criteri fondamentali.

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