Da anni ormai viviamo assistendo ad un fenomeno migratorio a cui non eravamo abituati. Non mi interessa in questa sede affrontare il problema dal punto di vista politico o economico, gli Stati hanno i mezzi e le competenze per tentare di gestirlo e si è fin troppo sproloquiato in materia, quindi non mi soffermo. Quello che voglio approfondire è un altro aspetto del fenomeno che riguarda specificatamente la Chiesa. Da anni ormai dal soglio di Pietro ascoltiamo ininterrottamente sempre lo stesso messaggio; come se dal fenomeno migratorio dipendesse il nostro essere cristiani. Non conosco le motivazioni, che spingono il Papa e le gerarchie vaticane, dietro a questo mantra che ci è proposto opportunamente ed inopportunamente a tutte le ore; quello che so è che, indipendentemente dalle motivazioni umane che ci sono dietro e che possono essere anche poco limpide, quello che succede nella Chiesa è permesso da Dio e quindi in quanto cristiano ho il dovere di comprendere il messaggio.
Limitandoci a guardare semplicemente l’atteggiamento delle gerarchie, effettivamente si capisce poco; sembra un disco incantato che ripete ininterrottamente sempre la stessa cosa... ma osservando le reazioni del corpo ecclesiale invece le cose si illuminano di una luce inaspettata. Provo a spiegarmi. Le reazioni dei cattolici al mantra vaticano sono sostanzialmente di due tipi.

