Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente
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venerdì 3 settembre 2021

Cambiare strategia



In questi giorni la mia capacità di controllare i conati di vomito è stata messa seriamente a dura prova. La campagna di criminalizzazione di chi sceglie di non vaccinarsi avanza inesorabile; stampa e TV mainstream, come una testuggine romana, si muovono come un sol uomo, con le stesse parole, con le stesse accuse e con le stesse menzogne. Dodici milioni di italiani paragonati impunemente ai peggiori nemici della repubblica, ai terroristi delle BR, ai talebani afgani… una vera e propria schifezza. Eppure i miei conati più forti non sono causati da questo scenario, che avevo ampiamente previsto e che mi aspettavo, ma da coloro che da mesi si presentano come paladini dei diritti dei discriminati e da come stanno ad esso reagendo.

“Ci dissociamo dalle violenze” dicono in tutta fretta, “con quelli non vogliamo avere nulla a che fare”... e con chi volete avere a che fare? Sono mesi che in ogni parte d’Italia si scende in piazza e questo non scalfisce neanche minimamente il crescendo di discriminazione che prosegue indisturbato; è così che pensate di uscire dalla dittatura che si stà palesando? Mi dispiace deludervi, ma è il potere che ha deciso che lo scontro debba arrivare a un livello più radicale.

Non potete sedervi in un bar, non potete andare al ristorante, non potete entrare in un museo o in una biblioteca, non potete andare al cinema o a teatro, non potete prendere un treno o un aereo, non potete andare in piscina o in palestra, non potete entrare in una scuola o in un’università… cosa pensate, che si fermeranno perché sfilate buoni buoni ogni sabato? Che si fermeranno per paura di perdere il consenso? Non avete ancora compreso che questi qui hanno deciso di fare a meno del consenso? Ormai è chiaro: andranno fino in fondo nel loro disegno di stravolgimento irreversibile del vivere sociale, nella realizzazione del quale la democrazia non è più contemplata se non in una sua versione fittizia, di pura facciata. Non manca molto e vi impediranno anche di andare al lavoro, di entrare in un supermercato e cosa direte allora? Da chi vi dissocerete?

Il piano inclinato su cui stiamo scivolando si fa sempre più ripido e come pensate di fermare la caduta libera? Costruendovi uno spazio di informazione o politico di nicchia completamente ininfluente? Non fatemi ridere… Sarete inevitabilmente travolti voi e la vostra vigliaccheria, determinata dalla paura di perdere quello che, anche grazie a questa crisi, siete riusciti a costruire… e questo il potere lo sa, infatti vi ignora semplicemente, beneficiando del vostro volenteroso ruolo di sfogatoio sedativo per una massa che dovrebbe già essere operativa da tempo.

Mi dispiace deludervi, ma io non mi dissocio. Non mi dissocio da chi ha rovesciato il gazebo dei 5 stelle, movimento che ha tradito il popolo come mai nessuno aveva mai avuto il coraggio di fare; non mi dissocio nemmeno da chi ha preso a pugni il giornalista di Repubblica, il giornale che più di ogni altro ha venduto l'anima al diavolo; perché se vai a provocare un lavoratore della scuola, che sta rischiando di perdere il lavoro a causa di una retorica falsa di cui sei il primo portavoce, non puoi aspettarti altro. E non mi dissocio nemmeno da quelli di Forza Nuova, pur non condividendone le idee politiche, che almeno in piazza hanno sempre dimostrato di averle le palle. Due soli episodi, su una mobilitazione di centinaia di migliaia di persone, sono bastati a etichettare un popolo di 12 milioni di persone come violenti terroristi.

Quando il potere comincia a denunciare una violenza che non c’è è perché ha deciso che quella violenza ci sarà e il vostro atteggiamento non violento sarà comunque ininfluente. Ricordate il G8 di Genova? Basta qualche infiltrato e il gioco è fatto; Cossiga descrisse il metodo in maniera cristallina... Bisogna invece cominciare a cambiare strategia e prepararsi a una lunga guerra asimmetrica. Di seguito cerco di spiegare meglio il concetto schematizzandolo.

La piazza deve progressivamente svuotarsi

Le manifestazioni sono buone vetrine per chi vuole costruirsi una visibilità, ma espongono troppo i partecipanti a strategie di infiltrazione e degenerazione pilotata della protesta. Ad esse sono presenti anziani e bambini e lo scontro di piazza porterebbe solo a risultati controproducenti; contro delle forze dell’ordine che oltretutto non sono il nemico, anche se molti di esse pensano il contrario.

Le centinaia di migliaia di persone che stanno scendendo in piazza devono invece progressivamente riorganizzarsi in piccoli gruppi autonomi l’uno dall’altro, in ogni posto di lavoro, in ogni paesino, in ogni quartiere delle grandi città, in ogni parrocchia e ovunque pensare ad organizzare il reciproco sostegno e, se necessario, azioni mirate di sabotaggio; il nemico non dovrà confrontarsi con una massa unica in piazza, sul suo terreno, dove il confronto sarà sempre impari e sproporzionato, ma con decine di migliaia di gruppi ed azioni in un territorio talmente vasto da essere incontrollabile.

Smettere di usare i social

I social sono il principale strumento di controllo da parte del potere, bisogna smettere di usarli come canale di coordinamento. E mi riferisco a tutti i social, Telegram compreso; il fatto che non riescano ad oscurarlo infatti non significa che non possano accedere ad ogni conversazione. Un piccolo gruppo di persone di uno stesso quartiere non ha bisogno dei social per coordinarsi, basta un caffè insieme.

Identificare gli obiettivi

Gli obiettivi di ogni azione sono fondamentali e vanno accuratamente selezionati. Si possono identificare in un elenco che distingue tra azioni di sabotaggio, boicottaggio e contropropaganda:

Contropropaganda

  • Volantinaggio anonimo contro chiunque richieda il green pass, evitando accuratamente ogni tipo di minaccia;
  • Stampa di giornali autoprodotti, anche di una sola pagina, ma curati nella forma e nei contenuti, da distribuire nelle cassette delle lettere, con cui sensibilizzare la popolazione;
  • Recapito di lettere anonime a tutti coloro che ricoprono ruoli di responsabilità a tutti i livelli, allo scopo di sensibilizzare ed evitando accuratamente minacce di qualunque genere;
  • Recapito di lettere anonime a tutti gli organi di informazione locali e nazionali, allo scopo di sensibilizzare e di testimoniare che la resistenza esiste ed è attiva ovunque;
  • Volantinaggio anonimo in cui si rende nota alla popolazione ogni reazione avversa ai vaccini anticovid.

Boicottaggio

  • Volantinaggio anonimo in cui si invita al boicottaggio delle attività locali che richiedono il green pass e delle catene multinazionali della ristorazione;
  • Volantinaggio anonimo in cui si invita la popolazione a non acquistare i farmaci prodotti dalle quattro case farmaceutiche coinvolte nella dittatura sanitaria, indicando i farmaci equivalenti da banco disponibili;
  • Volantinaggio anonimo in cui si evidenzia alla popolazione il tradimento delle forze politiche e degli organi costituzionali di controllo;
  • Volantinaggio anonimo in cui si invita la popolazione a non astenersi dal voto, ma a votare solo le liste che non si sono macchiate di tradimento.

Sabotaggio

  • Azioni mirate di sabotaggio contro i centri del potere, da identificarsi a seconda del territorio;
  • Azioni di disturbo e sabotaggio di ogni manifestazione organizzata da partiti politici che appoggiano l’attuale governo e le sue misure;
  • Azioni di sabotaggio, anche digitale, di ogni attività legata a iniziative in cui si richiede il green pass;
  • Azioni di disturbo e sabotaggio di attività pubbliche, che si andranno via via identificando a seconda del territorio e del singolo gruppo di resistenti, evitando accuratamente ogni forma di violenza fisica.

E’ fondamentale che tutto si svolga, nei limiti del possibile, nel più completo anonimato; se un’azione rischia di compromettere tale aspetto, è meglio rivedere la pianificazione o, quando possibile,  rimandarla, ma cercare di salvaguardare sempre ogni membro del gruppo. Per volantinaggio anonimo si intende infatti non la distribuzione palese di un volantino non firmato, ma la distribuzione anonima di un volantino anonimo; ad esempio distribuendolo sotto le porte di un condominio, nelle cassette delle lettere, sui parabrezza delle auto in un parcheggio, sotto le saracinesche chiuse dei negozi, ecc. Così come per le lettere anonime; meglio recapitarle, quando possibile, a mano direttamente nella cassetta della posta del destinatario, ma solo se questo non compromette l’anonimato.

Parallelamente i gruppi sul territorio dovranno prepararsi al peggio; quando però lo scontro arriverà a farsi violento, dovranno già esserci una serie di contromisure pronte.

Il coordinamento dei gruppi tra di loro dovrà avvenire sempre con la massima prudenza e diventare organico solo qualora la situazione degeneri verso scenari che mi auspico si riesca ancora ad evitare. Lo scopo deve essere la crescita della massa critica nella popolazione e la crescita della consapevolezza, in chi detiene posizioni di potere intermedio, che il proprio interesse non necessariamente è eseguire gli ordini.

Fondamentale è inoltre il ruolo di chi è impegnato in organizzazioni politiche, sindacali e studentesche; costoro devono diventare il volto pubblico della resistenza senza mai però prendere parte direttamente alle azioni dei gruppi, ma sostenendo tali azioni nelle rispettive organizzazioni e pubblicamente. Coloro che invece vestono una divisa di qualunque tipo, dovranno dedicarsi alla sensibilizzazione dei colleghi, al fine di evitare qualunque scontro o repressione gratuita.

Quindi, ricapitolando…

  1. Fine delle manifestazioni di piazza;
  2. Organizzazione di gruppi di resistenti in ogni quartiere, paesino, parrocchia, luogo di lavoro;
  3. Azioni di contropropaganda diffuse su tutto il territorio nazionale;
  4. Azioni di boicottaggio diffuse su tutto il territorio nazionale;
  5. Azioni di sabotaggio non violento diffuse su tutto il territorio nazionale;
  6. Organizzazione e preparazione di ogni gruppo in modo da essere pronti in caso di degenerazione dello scontro;
  7. Coordinamento dei gruppi a livello territoriale;
  8. Rappresentanza delle istanze della resistenza in ogni organizzazione politica, sindacale e studentesca.

In questo momento storico, l’unica voce che si è levata a denunciare chiaramente il disegno del nemico che abbiamo di fronte è quella di Mons. Carlo Maria Viganò. Nell’ultimo suo intervento, della fine di agosto, ci ha detto chiaramente di perseverare nella resistenza che, per ora, deve rimanere pacifica, ma allo stesso tempo ferma nella volontà di opporsi ad un disegno che è contro l’uomo; esso non attenta solo alla nostra libertà, ma alla nostra stessa capacità di essere persone con una dignità indisponibile alla sopraffazione di qualunque potere. La carta costituzionale, che pure vieta ogni discriminazione tra cittadini, è ormai lettera morta nelle mani di chi stà manipolando la nostra vita da quasi due anni; nessun magistrato pare intenzionato a difendere la nostra dignità di cittadini di uno Stato sovrano, lasciando che ci trattino come i sudditi di un degenerato satrapo… stà a noi oggi dimostrare a tutti, anche e principalmente a chi abbiamo contro, che la nostra libertà non è una concessione del potere, ma qualcosa di cui quello stesso potere non può e non potrà mai disporre a proprio piacimento.

1/9/2021

Gennaro Cangiano (M.I.)

giovedì 5 agosto 2021

Green pass. Aspetti giuridici e malafede


 

Il diavolo, si sa, sta nei dettagli e questo sembra proprio essere il caso del decreto legge con cui il governo italiano ha esteso il green pass, già istituito precedentemente, fino a limitazioni dell'accesso ai bar, ristoranti, palestre, piscine, musei, ecc. 

Numerosi esercenti, gestori di palestre e altri a vario titolo coinvolti dal decreto, si stanno apprestando a mettere in pratica una vera e propria discriminazione… ma siamo sicuri che quello che si apprestano a fare, sull'onda della propaganda mediatica, sia proprio quanto previsto nel testo del decreto? Bisogna infatti leggerlo bene e comprenderne tutti gli aspetti, senza limitarsi a quello che si legge sui giornali, perché è quel testo che sono chiamati ad applicare e non quanto ne scrive La Repubblica o il Corriere… si sa, la legge non ammette ignoranza. 

Il decreto in questione, non essendo quello che introduce in Italia il green pass, contiene modificazioni a quello precedente che lo istituiva e recepiva il green pass europeo, estendendone l'ambito di applicazione. 


All'art. 4,comma 2 leggiamo: 

il comma 9 [del decreto precedente - n.d.a.] e' sostituito dal seguente: 

 «9. Le disposizioni dei commi da 1 a 8 continuano ad applicarsi ove compatibili con i regolamenti (UE) 2021/953 e 2021/954 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021.»;


Quindi, chiaramente, i commi a cui si fa riferimento, che sono quelli identificativi del green pass, non si applicano quando non compatibili con i regolamenti UE e del Consiglio d'Europa… e cosa dicono questi regolamenti? Vediamo. 


Il regolamento UE 953/2021 recita al punto 36:

It is necessary to prevent direct or indirect discrimination against persons who are not vaccinated, for example because of medical reasons, because they are not part of the target group for which the COVID-19 vaccine is currently administered or allowed, such as children, or because they have not yet had the opportunity or chose not to be vaccinated.


Che tradotto in Italiano è:

È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate o abbiano scelto di non farlo.


Cosa se ne deduce? È semplice, nessuno è autorizzato in Italia a discriminare per mezzo del green pass. Qualora infatti io non sia vaccinato per scelta e non sia guarito dal Covid, l'unico modo per avere un lasciapassare valido sarebbe quello di fare un tampone e i tamponi non sono gratis. Facciamo l'esempio di chi vuole frequentare una palestra tre volte a settimana: oltre a pagare un abbonamento, ipotizziamo di 50 euro mensili, dovrà sottoporsi a tre tamponi settimanali che, a 25 euro l'uno, fanno una spesa aggiuntiva mensile di 300 euro. Quindi chi sceglie di vaccinarsi dovrà sostenere una spesa mensile di 50 euro, mentre chi sceglie di non vaccinarsi una spesa di 350 euro… e questa si chiama discriminazione; una violazione cioè dello stesso decreto a cui il gestore della palestra o chiunque altro, pensa di ottemperare. 

Quando cominceranno ad essere denunciati per discriminazione, questi signori non potranno cioè difendersi dichiarando di aver eseguito disposizioni del governo, ma dovranno assumersi in prima persona la responsabilità della discriminazione e del dovuto risarcimento… e non è affatto cosa da poco. 

Il principio di parità di trattamento tra individui è un principio fondamentale del nostro ordinamento, derivato in primo luogo dall’art. 3 della Carta Costituzionale, il quale sancisce solennemente i principi di uguaglianza formale (tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge) e sostanziale (la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana). 

I divieti di porre in atto comportamenti o condotte discriminatori e cioè trattare irragionevolmente in maniera diseguale situazioni che dovrebbero conoscere eguale trattamento, solo a causa dei caratteri soggettivi della persona coinvolta o della sua appartenenza ad una determinata categoria, sono la più diretta e concreta articolazione di tale principio. 

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, elevata allo stesso rango giuridico dei Trattati dall’art.6 del TUE, consolidato dopo le modifiche apportate a Lisbona e di fatto vincolante per le istituzioni europee e gli Stati membri, dedica il capo III proprio all'uguaglianza.

L’articolo 20 sancisce il principio generale di uguaglianza formale, l’articolo 21 fissa il divieto di discriminare. 

La spinta comunitaria è stata chiaramente recepita anche in Italia, integrando ed ampliando la disciplina antidiscriminazione già presente nel nostro paese. 

Capito perché il diavolo sta nei dettagli? Perché, nella confusione delle informazioni e nella complicazione del linguaggio con cui le norme sono scritte, si annida la malignità palese di chi ha ideato e pubblicato questo decreto. 

Tutti coloro che metteranno in atto qualsiasi forma di discriminazione, si esporranno a denunce e condanne pesantissime…  Auguri. 


Gennaro Cangiano (M.I.)

Logica, vaccini e propaganda



Chi ha studiato la logica aristotelica, ma anche matematica o informatica, dovrebbe avere familiarità con il cosiddetto "principio di non contraddizione". In realtà si tratta di un concetto così banale che anche chi non ha studiato affatto lo conosce benissimo, anche se magari lo utilizza ogni giorno senza saperlo. Tale principio recita che "se un'affermazione è vera, il suo contrario è falso".
Ad esempio se affermo che "il tavolo è bianco" e quest'affermazione è vera, l'affermazione "il tavolo è nero", in relazione allo stesso tavolo, è necessariamente falsa… è chiaro fin ora? Bene.
Altro principio in logica è quello detto "di uguaglianza", che dice che se "A" è uguale a "B" tra A e B non c'è alcuna differenza se non il modo arbitrario con cui ho deciso di denominare due cose uguali; ad esempio se ho due gruppi e dico che uno è composto da tre cerchi goniometrici e l'altro da tre circonferenze aventi per raggio 1, sapendo che un cerchio goniometrico ha per raggio 1, concluderò che i due gruppi sono uguali o che si tratta di un unico gruppo di 6 cerchi goniometrici… ancora tutto chiaro? Benissimo.

Applichiamo ora questi elementi di logica alle informazioni che abbiamo sui vaccini anticovid e ammettiamo, così come ogni giorno si sforzano di farci credere, che esistano in relazione al Covid due gruppi di persone: i "vaccinati" e i "non vaccinati".
Essendo identificati come due gruppi, dovrebbero esistere delle differenze nette tra i due nell'incidenza della malattia… Proviamo a capire se queste differenze esistono.

La prima informazione da analizzare è quella sull'efficacia dei vaccini. Le fonti ufficiali dichiarano che i vaccini hanno un'efficacia del 95% (in realtà questo è un dato attribuito al solo Pfizer, per gli altri i dati sono leggermente inferiori; prendiamo per buono questo come dato ottimale e tralasciamo anche il discorso delle varianti, che è relativamente recente ed era assente quando si sono presentati i sieri all'opinione pubblica). Stando a quello che questo significa in italiano, si capisce che, su 100 persone vaccinate, solo 5 contraggono il Covid; ma è vero? E da dove viene questo dato?

Sostanzialmente esso viene fuori dai risultati sperimentali che la casa farmaceutica ha presentato agli Stati per accreditare il proprio prodotto. Nel caso di Pfizer ad esempio, si legge che un campione di 40.000 volontari è stato sottoposto a sperimentazione; alla metà di esso è stato dato il vaccino e all'altra metà un placebo. Di tutti questi volontari 138 sono risultati poi positivi al Covid e di questi solo il 5% aveva ricevuto il farmaco. Da qui viene il dato… e vi renderete conto anche voi che c'è qualcosa che non va. Innanzitutto il restante campione dei 40.000 perché non ha contratto il virus? Del campione di 20.000 volontari non vaccinati solo poco più di 100 hanno contratto l'infezione, vale a dire circa lo 0,5%, contro lo 0,2% dei vaccinati; una differenza statisticamente irrilevante che, più che al vaccino, è da imputarsi all'ambiente in cui i volontari vivevano e in più l'incidenza della malattia sulla popolazione in generale comunque già ci dice che solo una piccola percentuale della popolazione contrae il Covid.
Si… peró, si dirà, solo una bassa percentuale dei vaccinati che contraggono il virus sviluppa sintomi. Anche questo non è vero; a ben vedere, anche per i non vaccinati è la stessa cosa: la stragrande maggioranza dei contagiati risulta assolutamente asintomatica.
Ancora si dice che comunque solo una piccolissima parte dei vaccinati muore e si tratta di persone molto anziane e già molto malate; esattamente quello che accade per i non vaccinati: il tasso di sopravvivenza per chi contrae il Covid è del 99,78% nella popolazione in generale e del 99,97% nella popolazione con meno di 70 anni (dati OMS).
Ora… tornando al principio di uguaglianza di cui parlavo, dobbiamo necessariamente dedurre che i due gruppi, vaccinati e non vaccinati, non sono affatto distinti in relazione alla malattia e cioè che l'efficacia dei vaccini anticovid non è dimostrata empiricamente.
Quindi se l'affermazione "i vaccinati si ammalano allo stesso modo dei non vaccinati" è vera, come abbiamo logicamente dimostrato, dobbiamo dedurre che l'affermazione contraria "i vaccinati e i non vaccinati si ammalano in modo diverso" è necessariamente falsa. Così come quindi sono false tutte le altre possibili affermazioni che contraddicono la verità logica, come ad esempio quella che sostiene che i vaccinati siano immuni o che non contagino, visto che la reazione di entrambi i gruppi alla malattia è la stessa.
I dati che arrivano dalla Gran Bretagna sugli attuali ricoveri ospedalieri, che vedono il 60% dei pazienti non vaccinato e il 40% vaccinato, confermano la mia analisi, in quanto nella popolazione generale il rapporto tra vaccinati e non vaccinati è più o meno lo stesso (il 54% risulta vaccinato); vale a dire che non si registrano differenze statistiche rilevanti tra i due gruppi, visto che reagiscono in maniera statisticamente omogenea alla malattia... e quindi sono in realtà un solo stesso gruppo che arbitrariamente distinguiamo con due denominazioni diverse.

Alla luce di questo ragionamento quindi, chiediamoci finalmente: a che serve il green pass?

Abbiamo compreso che quello sanitario è solo un pretesto e che non esiste una differenza sanitaria reale tra i vaccinati e i non vaccinati… qual’è allora la differenza reale? La differenza è sostanzialmente questa: un gruppo di persone ha accettato di seguire e assecondare la narrazione ufficiale, mentre l'altro gruppo no.
La discriminante cioè sta nell'eseguire input in maniera acritica o invece pretendere che una disposizione debba avere una logica comprensibile… praticamente la stessa differenza che c'è tra una macchina e un essere umano, in cui il regime premia il comportamento acritico e penalizza la capacità di ragione.
Una parte della popolazione ha quindi reagito in maniera automatica a delle indicazioni che venivano dalle autorità, quasi come riflesso condizionato. Questo tipo di reazione è stato indotto da una manipolazione mediatica che è ancora in atto e che si fa sempre più aggressiva; un'aggressività che presto ho paura che si trasferirà nel corpo sociale.

Riflettiamoci un attimo… quasi 20 milioni di italiani hanno rifiutato di sottoporsi al vaccino e stanno scendendo in piazza per protestare contro l'obbligo indiretto che è il lasciapassare verde e la discriminazione che ne consegue. La narrazione ufficiale, che non può più far finta di ignorare la protesta, ha già cominciato la criminalizzazione dei manifestanti, a descriverli come pericolosi untori, come dei bifolchi inculturati e analfabeti, ecc.
Il tono degli interventi di chi si è vaccinato, contro i non vaccinati, diventa parallelamente sempre più aggressivo… sui social si leggono frasi degne dei più accaniti nazisti.
Questo clima incredibile diventa più comprensibile solo se si riescono a decifrare le ragioni di chi si è vaccinato. Mi spiego.

Esistono direi tre ragioni fondamentali alla base della scelta di chi si è vaccinato e nessuna di esse o quasi prevede che si tratti di deficienti; si presume cioè che, anche se con il senno di poi, buona parte dei vaccinati abbia riflettuto sulla fallacia della narrazione ufficiale, ma che nonostante ciò perseveri nell'assecondarla, diventando via via più aggressiva. Vediamo tali motivazioni una per una.
La prima ragione riguarda quelle persone che sono effettivamente incapaci di un pensiero critico; sono talmente abituate cioè ad eseguire gli ordini, che per loro non è concepibile un comportamento diverso e guardano stralunati chi invece si rifiuta di obbedire, ritenendolo pazzo e pericoloso.
La seconda ragione riguarda invece chi, magari realmente impaurito dalla narrazione sulla malattia, si è ingenuamente fidato del potere; queste persone, anche quando arrivano alla comprensione dell’inganno, difficilmente riescono ad ammettere di essere stati degli ingenui creduloni, di essere cascati in un raggiro con tutte le scarpe. È come quando subisci una truffa da povero ingenuo; spesso preferisci non renderla pubblica per non esporti alla pubblica derisione. Per queste persone chi si oppone rappresenta inconsciamente il pubblico ludibrio, la derisione e quindi delle persone da zittire con ogni mezzo.
La terza ragione riguarda chi invece è stato costretto a vaccinarsi, magari sotto il ricatto del posto di lavoro; per queste persone, che rispetto agli altri hanno diritto ad una comprensione diversa, accettare di non avere spina dorsale è dura e chi, nella loro stessa situazione, ha deciso invece di resistere, rappresenta quello che avrebbero voluto essere e non sono.
Tutte queste persone saranno spinte dal potere contro quella parte di popolazione che ha deciso di non sottostare a delle norme inutili, ingiuste e liberticide e su di esse sfogheranno tutta la loro frustrazione… inutile dire che spero vivamente di sbagliarmi o almeno che molti di essi capiscano che il loro nemico non è chi non si è fatto raggirare, ma chi li ha raggirati; purtroppo però sono pessimista.

I vaccini infatti, anche se inutili nel contrasto al Covid, non sono privi di effetti e questi si cominciano seriamente a vedere. Nella sola Lombardia sono state già intraprese 70.000 azioni giudiziarie per morti di vaccino o per effetti gravemente invalidanti ed è solo la punta dell'iceberg; i dati dell’EMA (agenzia europea per la farmacovigilanza) dicono di quasi 20.000 morti in Europa in seguito a vaccino e a quasi 2.000.000 di reazioni avverse, di cui circa la metà gravi non fatali (tenuto conto che i dati sono frutto di vigilanza passiva, possiamo dare per certo che siano sottostimati)… fermiamoci un attimo a riflettere su questo.
La stessa EMA ci dice che in Europa si è vaccinato circa il 50% della popolazione, quindi un numero di persone che possiamo approssimare a 150.000.000. Di queste quasi lo 0,8% ha subito effetti avversi gravi e invalidanti o è morta (vale a dire circa 1 su 180), un numero enorme se rapportato alla mortalità covid che l'OMS dichiara essere lo 0,014% e che contrasta con qualunque dichiarazione ascoltata nei media ufficiali... eppure la maggior parte di chi si è vaccinato continua a negare l'evidenza, come se fossero stati resi completamente ciechi… a tutti loro rivolgo adesso una domanda: ma veramente volete continuare ad assecondare questi pazzi che ci stanno usando come cavie da laboratorio ed infognando in una nuova dittatura? Volete davvero andare verso una terza dose e poi una quarta… e fino a quando? Fino a che l'effetto avverso non tocchi a voi o a un vostro familiare? Quando aprirete gli occhi?


Gennaro Cangiano (M.I.)

lunedì 31 maggio 2021

La setta dei covidiani

 

La setta dei covidiani


Uno dei tratti distintivi del totalitarismo è il conformarsi delle masse a una narrazione ufficiale da psicopatici: non una narrazione perlomeno coerente, come quella della “Guerra Fredda” o della “Guerra al Terrore”, ma una ideologia delirante che ha scarsa o nessuna connessione con la realtà e che è contraddetta dai fatti. 

Nazismo e stalinismo sono esempi classici, ma il fenomeno è anche osservabile nelle sette e in altri gruppi sociali (ognuno con la sua narrazione psicotica) come la famiglia Manson, il “Tempio del Popolo” di Jim Jones e “Scientology”. La natura delirante di queste narrazioni è palese per la maggior parte degli individui razionali. Quello che però molti non afferrano, è che per coloro che cadono preda di esse (siano singoli membri di una setta o intere società), tali narrazioni non vengono percepite come folli. Tutto nella loro “realtà” riafferma la narrazione e quel che la la contraddice è percepito come una minaccia.

Queste narrazioni sono solitamente paranoiche: presentano il culto come minacciato o perseguitato da nemici o entità malvagie, dalle quali può essere salvato solo con la perfetta aderenza alla sua ideologia. Non fa differenza se l’antagonista è la cultura dominante, i controrivoluzionari, gli ebrei ecc. Il punto non è l’identità del nemico, ma il senso di paranoia e isteria che la narrazione ufficiale è in grado di suscitare, e che tiene sotto scacco gli appartenenti a una setta (o a un’intera società).

Oltre ad essere paranoiche, tali narrazioni sono spesso incoerenti e illogiche, se non solamente ridicole. Questo però non le indebolisce, anzi aumenta il loro potere, poiché costringe gli adepti a conciliare la loro incoerenza e irrazionalità con la loro concezione del mondo, al fine di rispettare il culto. Tale conciliazione è ovviamente impossibile e fa sì che le menti dei membri della setta vadano in cortocircuito e perdano ogni parvenza di pensiero critico: esattamente ciò a cui punta il leader della setta.

I gestori del culto cambieranno spesso radicalmente narrazione senza una ragione apparente, costringendo gli adepti a rinunciare su due piedi (e spesso anche a denunciare come “eresia”) le convinzioni che erano stati precedentemente costretti a professare, e comportarsi come se non ci avessero mai creduto. Fenomeno che provoca un ulteriore cortocircuito delle loro menti, fino a quando alla fine finiscono per ripetere a pappagallo qualsiasi sciocchezza con cui il leader del culto riempie le loro teste.

Inoltre, le narrazioni senza senso del leader della setta non sono così prive di senso come potrebbe apparire. Il leader della setta non sta cercando di “comunicare” alcunché, ma solo di disorientare l’adepto e controllarne la mente, con un flusso di sciocchezze e associazioni prive di senso, come quello descritto dallo psichiatra Robert J. Lifton in uno studio sul “lavaggio del cervello” in Cina nel 1961: “Il linguaggio dell’ambiente totalitario è caratterizzato da cliché che annullano il pensiero. I problemi umani più complessi e di vasta portata sono compressi in frasi brevi, altamente selettive, dal suono definitivo, facilmente memorizzabili e facilmente espresse. Diventano l’inizio e la fine di qualsiasi analisi ideologica”.

Le stesse tecniche che le sette usano per controllare le menti sono state usate dai sistemi totalitari per controllare intere società. Può succedere praticamente a qualsiasi società, proprio come chiunque in determinate circostanze può cadere preda di una setta.

In questo momento sta accadendo infatti alla maggior parte delle nostre società. Si sta sviluppando una narrazione ufficiale totalitaria, totalmente psicotica, non meno delirante di quella dei nazisti, o della famiglia Manson, o di qualsiasi altro culto.

La maggior parte delle persone non riesce a comprendere quanto sta accadendo, proprio perché sta accadendo a loro: non sono letteralmente in grado di vederlo. La mente umana è estremamente resiliente quando viene spinta oltre i suoi limiti. Chiedete a chiunque abbia sofferto di psicosi o abbia assunto troppa LSD. Non capiamo quando stiamo impazzendo. Se la nostra percezione della realtà cade completamente a pezzi, la mente crea una narrazione delirante, che appare altrettanto “reale” della nostra realtà normale, perché anche un’illusione è meglio del terrore e del caos.

I rituali di iniziazione effettivi (al contrario dei rituali puramente simbolici) iniziano fiaccando la mente del soggetto con terrore, dolore, esaurimento fisico, droghe psichedeliche, o qualche altro mezzo per cancellare la percezione della realtà da parte di esso. Una volta ottenuto ciò, la mente del soggetto cercherà disperatamente di costruire una nuova narrazione per dare un senso al caos cognitivo e al trauma psicologico che sta subendo: a quel punto sarà relativamente facile “guidare” il processo e fargli credere a qualsiasi narrazione si desideri.

Ed è per questo che così tante persone – persone che sono in grado di riconoscere facilmente il totalitarismo nelle sette o in altri Paesi – non percepiscono il totalitarismo che sta prendendo forma ora, proprio davanti ai loro occhi (o, piuttosto, proprio dentro le loro teste). Né possono percepire la natura delirante della narrazione ufficiale del Covid-19, non più di quanto quelli nella Germania nazista furono in grado di percepire quanto fosse completamente delirante la loro narrazione ufficiale della “razza superiore”. Queste persone non sono né ignoranti né stupide. Sono stati cooptati con successo in una setta.

La loro iniziazione al “culto del covid” è iniziata a gennaio 2020, quando le autorità sanitarie e i media hanno aizzato la paura, annunciando centinaia di milioni di morti e spacciando foto di cinesi che cadevano stecchiti per strada. Il condizionamento psicologico è continuato per mesi. Le masse sono state sottoposte a un flusso costante di propaganda, isteria artefatta, speculazioni selvagge, direttive contrastanti, esagerazioni, bugie e effetti teatrali pacchiani. Oltre che a lockdown, ospedali da campo e obitori di emergenza, infermieri che ballano e camion della morte, terapie intensive al collasso, bambini morti, statistiche manipolate, monatti, mascherine e tutto il resto.

Dopo un anno e passa… eccoci qui. Il responsabile del programma per le emergenze sanitarie presso l’OMS ha sostanzialmente confermato un tasso di letalità dello 0,14%, circa lo stesso dell’influenza stagionale. Ed ecco le ultime stime del tasso di sopravvivenza dal Center for Disease Control:


0-19 anni: 99,997%

20-49 anni: 99,98%

50-69 anni: 99,5%

70+ anni: 94,6%


Gli argomenti “scientifici” stanno a zero. Un numero crescente di medici ed esperti stanno uscendo dai ranghi, denunciando come l’attuale isteria di massa sui “casi” (che ora include per lo piú persone perfettamente sane) sia essenzialmente propaganda priva di senso. E poi c’è la presenza della Svezia, del Giappone e di altri paesi che non stanno al gioco della narrazione ufficiale, facendosi beffe dell’isteria collettiva.

Non serve nemmeno debunkare alcunché: i fatti sono tutti disponibili… e non da siti complottisti ma dai portali dei media e dalle autorità sanitarie. Il che, tuttavia, non ha importanza per i membri del culto del covid. I fatti non contano per i membri delle sette. Ciò che conta è la lealtà al culto o al partito.

Questo purtroppo significa che ci troviamo di fronte a un problema serio. Sebbene sia fondamentale continuare a segnalare i fatti e condividerli con quante più persone possibile, è importante accettare ciò con cui abbiamo a che fare; con un movimento ideologico e fanatico, un sistema totalitario globale, il primo del suo genere nella storia umana.

Non è un totalitarismo limitato a una nazione, perché viviamo in un impero capitalista globale, che non è governato da stati-nazione, ma da entità sovranazionali e dallo stesso sistema capitalista globale. E così, il paradigma culto/cultura è stato invertito: invece di un culto esistente all’interno della cultura dominante, qui è il culto ad essere la cultura dominante e quelli di noi che non si sono uniti a esso rappresentano ora le sacche di resistenza al suo interno.

Per capire come siamo arrivati a questo punto, è necessario comprendere come le sette controllino le menti dei loro adepti, perché i movimenti ideologici totalitari operano più o meno allo stesso modo, solo su una scala sociale molto più ampia. C’è una ricchezza di ricerche e conoscenze su questo argomento (ho già citato Robert J. Lifton), ma per farla breve userò come guida le "sei condizioni per il controllo del pensiero" di Margaret Singer, dal suo libro del 1995, “Le sette tra noi”.


1. Tenere il soggetto all’oscuro di quanto accade e di come la sua personalità viene manipolata passo dopo passo. 

I nuovi membri vengono guidati attraverso un programma di condizionamento comportamentale senza essere totalmente a conoscenza degli obiettivi del gruppo.

È facile osservare come le persone siano state condizionate ad accettare la “nuova normalità”: sono state bombardate da una propaganda terrificante, rinchiusi, privati dei loro diritti civili, costretti a indossare mascherine all’aperto, a recitare assurdi rituali di “allontanamento sociale”, a sottoporsi a continui “test” e tutto il resto. Chiunque non si attenga a questo programma di condizionamento viene demonizzato come complottista, negazionista, no-vax, in sostanza, un nemico del culto.


2. Controllare l’ambiente sociale e/o fisico del soggetto, oltre che il modo in cui trascorre il suo tempo.

Da oltre un anno le autorità controllano l’ambiente e il modo in cui le persone trascorrono il loro tempo, con lockdown, rituali di allontanamento sociale, chiusura di attività “non essenziali”, propaganda onnipresente, isolamento di anziani, divieto di spostamento, mascherine obbligatorie e ora persino la segregazione dei “non vaccinati”. Fondamentalmente la società si è trasformata in un reparto di malattie infettive, un enorme ospedale da cui non c’è scampo. Una patologizzazione della società e della vita quotidiana, la manifestazione fisica (sociale) di un’ossessione morbosa per la malattia e la morte.


3. Generare sistematicamente un senso di impotenza nella persona.

Che tipo di persona potrebbe sentirsi più impotente di un covidiota obbediente, che segue ossessivamente il conteggio dei morti, condivide sui social foto in mascherina o col cerotto post-vaccino, mentre aspetta il permesso delle autorità per andare all’aperto, visitare la sua famiglia, baciare qualcuno o stringere la mano a un collega? Il fatto che nel Culto Covidiano il tradizionale leader carismatico sia stato sostituito da un manipolo di esperti medici e funzionari governativi, non cambia la totale dipendenza e la totale impotenza dei suoi membri, che sono stati ridotti praticamente a bambini. Questa abietta impotenza non è vissuta tuttavia come negativa; al contrario, è celebrata con orgoglio.


4. Istituire un sistema di ricompense e punizioni in modo tale da inibire un atteggiamento che ricordi la precedente identità sociale del soggetto.

Il punto qui è la trasformazione di una persona razionale in un individuo completamente diverso, convertito al culto. Il punto si applica principalmente ai culti settari, non ai movimenti totalitari su larga scala. Per i nostri scopi, possiamo raggrupparlo nella Condizione numero 5.


5. Istituire un sistema di ricompense e punizioni al fine di promuovere l’apprendimento dell’ideologia o del sistema di credenze del gruppo e dei comportamenti approvati dal gruppo. L’accettazione delle convinzioni del gruppo e la conformità a esse sono premiati, mentre dubbi o critiche generano disapprovazione. Chi esprime dubbi viene posto nella condizione di provare disagio per aver messo in discussione il credo.

È così che funziona nelle sette e nelle società totalitarie più ampie. Di solito non viene a prenderti la Gestapo, ma amici o colleghi. Questo tipo di condizionamento ideologico si sta verificando ovunque, ogni giorno, sul lavoro, tra amici, anche nelle famiglie. La pressione a conformarsi è intensa, perché niente è più minaccioso per i cultisti devoti, o membri di movimenti ideologici totalitari, di quelli che sfidano le loro convinzioni fondamentali, le confrontano con i fatti o dimostrano che la loro “realtà” non è affatto la realtà, ma piuttosto una finzione delirante e paranoica.

La differenza fondamentale tra il modo in cui funziona nelle sette e nei movimenti ideologici totalitari è che, di solito, una setta è un gruppo sottoculturale e quindi i non adepti possono avvalersi dell’ideologia della società dominante. Nel nostro caso, invece, questo equilibrio di potere è invertito. I movimenti ideologici totalitari hanno dalla loro parte il potere dei governi, dei media, delle forze dell’ordine, dell’industria culturale, del mondo accademico e delle masse compiacenti. E quindi non hanno bisogno di persuadere nessuno, ma hanno il potere di dettare la “realtà”. Solo le sette che operano in totale isolamento, come il Tempio del Popolo di Jim Jones in Guyana, posso avvalersi di questo livello di controllo sui propri membri.

Bisogna resistere alla pressione a conformarsi e al condizionamento ideologico, indipendentemente dalle conseguenze, sia in pubblico che in privato, altrimenti la “Nuova Normalità” diventerà sicuramente la nostra “realtà”. Nonostante noi “negazionisti” siamo attualmente in inferiorità numerica rispetto ai covidioti, dobbiamo comportarci come se non lo fossimo e attenerci alla realtà, ai fatti e alla scienza e trattare gli adepti al culto per quello che sono: un nuovo movimento totalitario.


6. Imporre un sistema chiuso e una struttura autoritaria e piramidale che non consenta alcun confronto con l’esterno.

Totalitarismo patologizzato globale. Settari che cercano disperatamente di farci conformare alle loro convinzioni paranoiche, fanno pressioni, intimidiscono, minacciano. Non lasciate che vi costringano ad accettare le loro premesse, perché altrimenti vi risucchierebbero nella loro narrazione. Metteteli alle strette, ribattete, sbugiardateli. Probabilmente non cambieranno idea, ma l’esempio potrebbe aiutare gli scettici a riconoscere di aver subito il lavaggio del cervello e abbandonare il culto.


Articolo di C. J. Hopkins (“The Covidian Cult)


Fonte originale: 

https://consentfactory.org/2020/10/13/the-covidian-cult/

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