Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente
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domenica 23 luglio 2017

Ave Maria...


In un congresso cattolico svoltosi nella città di Lille, un sacerdote inglese narrò questa storia: Lontano da questa città viveva una famiglia protestante composta da molti figli, uno dei quali (aveva sei anni) sentì un giorno recitare da alcuni cattolici la bellissima preghiera dell’Ave Maria, che risuonò alle sue orecchie come una dolce melodia.

domenica 16 luglio 2017

Chella bella Mamma do Carmene...



di Gennaro Cangiano

Quando ho cominciato a curare questo blog, mi sono proposto di mantenere i temi trattati quanto più possibile slegati da particolarità territoriali o etniche, cercando di approfondire invece temi del cristianesimo che fossero universalmente riconoscibili, indipendentemente dalla provenienza o dalla cultura di chi avrebbe poi letto i vari interventi. Chi mi conosce sa quanto sforzo io debba fare per non esternare sempre e comunque la mia napoletanità... ebbene oggi faccio uno strappo a tale regola che mi sono dato per parlarvi della Basilica del Carmine maggiore di Napoli, capolavoro di arte barocca e non a caso oggi che la Chiesa celebra la Madonna del Carmelo.

venerdì 14 luglio 2017

Un segreto lungo cento anni...



di Massimo Viglione.

13 luglio 2017. Può a molti sembrare una data senza significato, e intendo riferirmi anzitutto ai cattolici, non esclusi quelli che oggi vengono definiti “tradizionali”, per il mero fatto che ancora credono nello stesso Dio dei loro padri. Eppure non è così.
Oggi sono cento anni dalla terza apparizione della Vergine a Fatima. Tutti pensiamo sempre alla ricorrenza del 13 maggio o, al massimo, a quella del 13 ottobre, l’ultima, quando avvenne il celeberrimo miracolo della danza del sole dinanzi a 70.000 persone. Ma, in realtà, di quelle sei apparizioni la più importante, la più decisiva, fu quella del 13 luglio, quando ai tre pastorelli la Madre di Dio volle rivelare il grande segreto, suddiviso in tre distinte parti:

domenica 11 giugno 2017

Al Padre, per Cristo, nello Spirito, con e come Maria


Nella famosa icona della Trinità di Andrej Rublev, eseguita nel 1425 e considerata quasi subito come il modello di tutte le rappresentazioni orientali della Trinità, i tre Angeli raffigurano le tre persone divine: al centro, il Padre con dietro l'albero della vita, di cui è sorgente infinita; a destra, lo Spirito Santo il cui scettro indica il Tabor, il monte della trasfigurazione; a sinistra, Gesù Cristo, il cui scettromostra il tempio, la Chiesa. Questa casa-chiesa sembra essere a ragione l'estensione del corpo di Cristo e rappresenta Maria.

lunedì 15 maggio 2017

Apparizioni mariane. I cieli narrano la gloria di Dio

di Gennaro Cangiano

Assistiamo in questi giorni a numerose prese di posizione, da parte di teologi, ma anche di semplici fedeli, sull'onda delle dichiarazioni di papa Francesco che riguardano alcune apparizioni mariane. 
Al di là di alcuni veri e propri sproloqui che non ho voglia di prendere in considerazione, fondati come sono su una verve polemica pretestuosa e strumentale, preferisco invece soffermarmi su alcuni interventi che affrontano i temi Mariani e la figura di Maria nella Chiesa con una presa più genuinamente formata, il cui scopo, a meno di clamorosi fraintendimenti sempre possibili, sembra essere la reale ricerca della verità delle cose e degli eventi della storia.
In primo luogo bisognerebbe rispondere alle domande: chi è Maria? Quale ruolo svolge nell'economia della salvezza? 

mercoledì 3 maggio 2017

Maria e la Chiesa, una sola Madre

di mons. Mariano Magrassi. 
Parlare di una persona che si ama è sempre una grande gioia: è come dare la stura ai sentimenti che urgono dentro e riempiono il cuore. Non ho da parlare di un tema teologico, ma di una persona il cui fascino fin da ragazzo mi ha afferrato, e che, al mio ingresso in monastero, mi ha riservato una gradita sorpresa, facendomi dono del suo nome. Di essere “Mariano” sono felice!... Ma una relazione non ha il genere letterario delle “confessioni”. Dovrò cercare di farmi” voce della Chiesa “, perché solo lei, la Chiesa, nella sua secolare instancabile amante contemplazione, è in grado di capire Maria. Ognuno di noi, da solo, è troppo piccolo davanti a un soggetto così grande.
Il tema Maria-Chiesa va visto in questa sede con taglio nettamente liturgico: si tratta cioè di vedere come è vissuto nella liturgia. Ne ho percorso tutti i testi e ho fatto anzitutto questa constatazione: la liturgia rinnovata non riserva novità tematiche, non apre vie nuove; è solo lo specchio fedele della affettuosa meditazione di tutte le generazioni cristiane. Con due note caratteristiche, a mio avviso: un equilibrio pieno di discrezione, anche quando i testi fremono di ammirazione contenuta davanti al “frutto più bello della Redenzione “ (SC 103), e un tocco “ sapienziale “ per cui ciò che altrove è oggetto di indagine, qui è gustato con infinito stupore.

martedì 2 maggio 2017

Lo Spirito, Maria e la Chiesa



La Chiesa «diventa madre… accogliendo con fedeltà la parola di Dio». Come Maria che ha creduto per prima, accogliendo la parola di Dio a lei rivelata nell’annunciazione, e rimanendo ad essa fedele in tutte le sue prove fino alla Croce, così la Chiesa diventa madre quando, accogliendo con fedeltà la parola di Dio, «con la predicazione e il battesimo genera a una vita nuova e immortale i figli, concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio». Questa caratteristica «materna» della Chiesa è stata espressa in modo particolarmente vivido dall’Apostolo delle genti, quando scriveva: «Figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore, finché non sia formato Cristo in voi!» (Gal 4,19). In queste parole di san Paolo è contenuta una traccia interessante della consapevolezza materna della Chiesa primitiva, legata al suo servizio apostolico tra gli uomini. Tale consapevolezza permetteva e permette costantemente alla Chiesa di vedere il mistero della sua vita e della sua missione sull’esempio della stessa Genitrice del Figlio, che è il «primogenito tra molti fratelli» (Rm 8,29). Si può dire che la Chiesa apprenda da Maria anche la propria maternità: essa riconosce la dimensione materna della sua vocazione, legata essenzialmente alla sua natura sacramentale, «contemplando l’arcana santità di lei, imitandone la carità e adempiendo fedelmente la volontà del Padre».

domenica 2 aprile 2017

La pratica del mistero (il Rosario)


È ora di combattere

Don Dolindo Ruotolo nacque a Napoli il 6.10.1882. Autore di un poderoso Commento alla Sacra Scrittura in 33 grossi volumi, di scritti di Teologia, di Ascetica e di Mistica, di migliaia di lettere di direzione spirituale; fine psicologo e conoscitore della problematica dell'anima umana, consacrò ogni attimo della giornata alla preghiera, alla penitenza, all'ascolto attento di quanti a lui si rivolgevano.
Morì poverissimo, a Napoli, il 19.11.1970, fiaccato nel corpo da una paralisi portata avanti per dieci anni, ma sostenuto da meravigliosa forza e freschezza d'animo, sino alla fine. Così scriveva nel testo "Riflessioni sul Santo Rosario di Maria":

"...La corona non è semplicemente un oggetto per contare una serie di Ave Maria, di Pater, di Gloria, ma è come un libro che il cristiano — anche il più ignorante — porta con sé e legge; è un legame di amoroso ricordo che ci unisce a Gesù e a Maria; è una collana di perle celesti, perché ogni granello è un tesoro di indulgenze e un pegno di misericordia per i meriti di Gesù e di Maria.

Il femminile originario


venerdì 31 marzo 2017

Il fascino femminile di Maria


Deriva anti mariana?


di Benedetta Frigerio (06-01-2017)
Lunedì 2 gennaio L’Osservatore Romano pubblicava un articolo sulla Madonna a firma di Anne-Marie Pellettier che cominciava l’anno 2017 (centenario delle apparizioni della Vergine a Fatima) affermando il suo disagio per la crescente spiritualità mariana. Perché, sostiene la teologa, la sobrietà della Madonna, che ha vissuto nel nascondimento, “contrasta incredibilmente con la sovrabbondanza, o meglio l’esuberanza, della teologia e della pietà mariane”. Ancora di più, si legge che “l’esaltazione della Vergine Maria è ben lungi dal proteggere dalla misoginia”. In altre parole la pietà mariana favorirebbe il machismo.
Anche se non si capisce bene come, dato che non si spiega precisamente che cosa si intenda per “teologia e pietà mariane”. In ogni caso, a prova della sua tesi, ci sarebbe il fatto che si sentono “tanti discorsi che contrappongono Eva — debole e tentatrice, che rappresenta la donna di sempre — alla Vergine pura e santa, costituita a modello di una femminilità fatta di obbedienza, di servizio e di annullamento, modello di cui gli uomini hanno largamente abusato”. Inoltre Pellettier sminuisce l’importanza della maternità naturale di Maria, sottolineando che l’esplicitazione del suo ruolo nella salvezza del mondo può creare “malintesi” e che Gesù stesso inviterebbe alla prudenza nell’esaltarla, citando a suo sostegno l’episodio in cui Gesù dice che “suo fratello, sorella e madre” è più che altro “chiunque fa la volontà del Padre mio”. Ma, a parte l’azzardo teologico, forse l’autrice si dovrebbe chiedere: chi più della Madonna ha fatto la volontà del Padre?

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