Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente
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domenica 12 settembre 2021

Cristiano di serie B




Il Vescovo di Milano ha emanato una disposizione, per tutte le parrocchie della diocesi, in cui si esplicita l’obbligo per tutti i sacerdoti, i chierichetti, i sagrestani, i catechisti, i cantori, i lettori, i ministri straordinari, gli educatori e tutti coloro che svolgono un qualunque ruolo in parrocchia e negli altri istituti religiosi, di essere dotati di green pass, specificando che non è ancora previsto l’obbligo per i semplici fedeli che partecipano alla messa o a qualunque altra attività ecclesiale, perché tale scelta è di competenza delle autorità civili, ma si raccomanda una diffusa sensibilizzazione in tal senso… che dire; non solo oggi sono un cittadino di serie b, ma sono diventato anche un cristiano di serie b. E non è certamente una questione esclusivamente meneghina, in quanto il Vescovo non ha fatto altro che fare sue le direttive della CEI.
Dopo aver sospeso per mesi le celebrazioni, dopo aver abolito l’acqua santa, dopo aver abolito le benedizioni casa per casa a Natale e a Pasqua, dopo aver trasformato l’insegnamento magisteriale in spot per prodotti farmaceutici, adesso mi dicono che non basta la grazia di Dio, non basta aver dedicato a Dio la propria vita… per essere accettati dalla Chiesa ci vuole il green pass. Il vaccino come novello battesimo di una nuova religione.
Mi dispiace, ma non asseconderò mai la vostra apostasia; la mia preoccupazione non è per ciò che può uccidere il corpo, ma per quello che può perdere la mia anima.
E di vera e propria apostasia si tratta... non me la date a bere con i vostri discorsi mielosi, con la vostra chiesa in uscita, accogliente con chiunque tranne che con chi vuole vivere il vangelo per davvero.
Ho tenuto duro, ho sopportato tutte le sciocchezze che i massimi pastori ci propinano da anni senza mai nominare Gesù Cristo… stò ancora sopportando e offro a Dio la mia sofferenza perché perdoni le bestemmie contro lo Spirito Santo di cui i pastori della Chiesa si macchiano ogni giorno.
Quando per la prima volta sentii parlare di questi nuovi vaccini non avevo alcun pregiudizio; sono vaccinato come tutti dei vaccini tradizionali, lo sono i miei figli e non ho mai messo in discussione che i vaccini avessero rappresentato uno strumento utile per l’umanità… eppure qualcosa mi ronzava in testa. Decisi di approfondire, per poi scoprire presto che, per la produzione di tutti e quattro i vaccini attualmente in uso in Italia, erano state usate cellule provenienti da tessuti di feti abortiti volontariamente… come pormi di fronte a tale dilemma?
La mia coscienza non mi ha dato pace, fino alla decisione di non vaccinarmi. In nessun modo un atto come l’aborto potrà essere da me legittimato, nemmeno per salvare la mia vita; in Cristo il fine non giustifica i mezzi e il bene non può mai venire dal male fatto volontariamente, ma viene invece sempre da Dio solo, bene assoluto. La decisione comunque all’inizio fu solo mia, decisi di non renderla nota nemmeno alla mia famiglia, fu un atto di affidamento della mia anima a Dio.
Poi la Congregazione per la dottrina della fede rese noto un documento in cui pareva che invece si dichiarassero ammissibili per un cristiano i quattro vaccini in procinto di essere somministrati in Italia e in tutto l’occidente. Da quel momento infatti la Chiesa ha cominciato ad appoggiare senza alcuna remora la campagna vaccinale; il Papa, i Vescovi, la stampa cattolica, tutti completamente allineati alla narrazione del governo: il vaccino è l’unica possibile salvezza.
La cosa mi sconcertò non poco; so bene cosa significhi per un cattolico la pronuncia ufficiale dell’ex sant’uffizio e quindi decisi di reperire il documento e studiarlo e, con mio grande sollievo, esso non era affatto una liberatoria. Pur ammettendo la possibilità che un vaccino come quelli proposti possa essere accettato da un cristiano, nel documento si chiariscono infatti anche le condizioni in cui tale ammissibilità si verifica e cioè:

che la malattia rischi di mietere la vita di tutti coloro che ne vengono contagiati;

che non ci siano vaccini alternativi non prodotti con le stesse tecniche;

che non esistano cure alternative alla vaccinazione.

E’ chiaro che nessuna di queste tre condizioni è soddisfatta dalla situazione attuale.
La prima è contraddetta dal tasso di mortalità dichiarato dall’OMS pari allo 0,14%; la seconda dal fatto che esistono molti vaccini oltre ai quattro ammessi in occidente ed alcuni, ad esempio quelli cinesi, ma non solo, non sono prodotti utilizzando cellule umane di feti abortiti; la terza infine dal fatto che molte cure esistono e fin dai primi mesi della pandemia, anche se i governi si ostinano ad ignorarle.
Eppure la Chiesa ha ignorato il suo stesso documento; il Papa, la CEI, la stampa cattolica, tutti hanno detto e fatto come se i vaccini non solo fossero leciti, ma fossero l’unica via di uscita dalla pandemia. Nemmeno oggi, dopo i milioni di uomini nel mondo morti o resi invalidi da questi vaccini, dopo i dati dei paesi che più hanno vaccinato e che più di tutti oggi registrano un aumento esponenziale dei contagi, gli uomini di Chiesa rivedono le loro posizioni, ma anzi insistono: il vaccino è indispensabile per partecipare alla vita ecclesiale. E allora tenetevelo, questo marchio senza il quale tra un po’ non sarà possibile né vendere e né comprare… io tengo stretto il mio rosario e attendo con fede il trionfo del cuore immacolato di Maria.




Gennaro Cangiano (M.I.)

venerdì 3 settembre 2021

Cambiare strategia



In questi giorni la mia capacità di controllare i conati di vomito è stata messa seriamente a dura prova. La campagna di criminalizzazione di chi sceglie di non vaccinarsi avanza inesorabile; stampa e TV mainstream, come una testuggine romana, si muovono come un sol uomo, con le stesse parole, con le stesse accuse e con le stesse menzogne. Dodici milioni di italiani paragonati impunemente ai peggiori nemici della repubblica, ai terroristi delle BR, ai talebani afgani… una vera e propria schifezza. Eppure i miei conati più forti non sono causati da questo scenario, che avevo ampiamente previsto e che mi aspettavo, ma da coloro che da mesi si presentano come paladini dei diritti dei discriminati e da come stanno ad esso reagendo.

“Ci dissociamo dalle violenze” dicono in tutta fretta, “con quelli non vogliamo avere nulla a che fare”... e con chi volete avere a che fare? Sono mesi che in ogni parte d’Italia si scende in piazza e questo non scalfisce neanche minimamente il crescendo di discriminazione che prosegue indisturbato; è così che pensate di uscire dalla dittatura che si stà palesando? Mi dispiace deludervi, ma è il potere che ha deciso che lo scontro debba arrivare a un livello più radicale.

Non potete sedervi in un bar, non potete andare al ristorante, non potete entrare in un museo o in una biblioteca, non potete andare al cinema o a teatro, non potete prendere un treno o un aereo, non potete andare in piscina o in palestra, non potete entrare in una scuola o in un’università… cosa pensate, che si fermeranno perché sfilate buoni buoni ogni sabato? Che si fermeranno per paura di perdere il consenso? Non avete ancora compreso che questi qui hanno deciso di fare a meno del consenso? Ormai è chiaro: andranno fino in fondo nel loro disegno di stravolgimento irreversibile del vivere sociale, nella realizzazione del quale la democrazia non è più contemplata se non in una sua versione fittizia, di pura facciata. Non manca molto e vi impediranno anche di andare al lavoro, di entrare in un supermercato e cosa direte allora? Da chi vi dissocerete?

Il piano inclinato su cui stiamo scivolando si fa sempre più ripido e come pensate di fermare la caduta libera? Costruendovi uno spazio di informazione o politico di nicchia completamente ininfluente? Non fatemi ridere… Sarete inevitabilmente travolti voi e la vostra vigliaccheria, determinata dalla paura di perdere quello che, anche grazie a questa crisi, siete riusciti a costruire… e questo il potere lo sa, infatti vi ignora semplicemente, beneficiando del vostro volenteroso ruolo di sfogatoio sedativo per una massa che dovrebbe già essere operativa da tempo.

Mi dispiace deludervi, ma io non mi dissocio. Non mi dissocio da chi ha rovesciato il gazebo dei 5 stelle, movimento che ha tradito il popolo come mai nessuno aveva mai avuto il coraggio di fare; non mi dissocio nemmeno da chi ha preso a pugni il giornalista di Repubblica, il giornale che più di ogni altro ha venduto l'anima al diavolo; perché se vai a provocare un lavoratore della scuola, che sta rischiando di perdere il lavoro a causa di una retorica falsa di cui sei il primo portavoce, non puoi aspettarti altro. E non mi dissocio nemmeno da quelli di Forza Nuova, pur non condividendone le idee politiche, che almeno in piazza hanno sempre dimostrato di averle le palle. Due soli episodi, su una mobilitazione di centinaia di migliaia di persone, sono bastati a etichettare un popolo di 12 milioni di persone come violenti terroristi.

Quando il potere comincia a denunciare una violenza che non c’è è perché ha deciso che quella violenza ci sarà e il vostro atteggiamento non violento sarà comunque ininfluente. Ricordate il G8 di Genova? Basta qualche infiltrato e il gioco è fatto; Cossiga descrisse il metodo in maniera cristallina... Bisogna invece cominciare a cambiare strategia e prepararsi a una lunga guerra asimmetrica. Di seguito cerco di spiegare meglio il concetto schematizzandolo.

La piazza deve progressivamente svuotarsi

Le manifestazioni sono buone vetrine per chi vuole costruirsi una visibilità, ma espongono troppo i partecipanti a strategie di infiltrazione e degenerazione pilotata della protesta. Ad esse sono presenti anziani e bambini e lo scontro di piazza porterebbe solo a risultati controproducenti; contro delle forze dell’ordine che oltretutto non sono il nemico, anche se molti di esse pensano il contrario.

Le centinaia di migliaia di persone che stanno scendendo in piazza devono invece progressivamente riorganizzarsi in piccoli gruppi autonomi l’uno dall’altro, in ogni posto di lavoro, in ogni paesino, in ogni quartiere delle grandi città, in ogni parrocchia e ovunque pensare ad organizzare il reciproco sostegno e, se necessario, azioni mirate di sabotaggio; il nemico non dovrà confrontarsi con una massa unica in piazza, sul suo terreno, dove il confronto sarà sempre impari e sproporzionato, ma con decine di migliaia di gruppi ed azioni in un territorio talmente vasto da essere incontrollabile.

Smettere di usare i social

I social sono il principale strumento di controllo da parte del potere, bisogna smettere di usarli come canale di coordinamento. E mi riferisco a tutti i social, Telegram compreso; il fatto che non riescano ad oscurarlo infatti non significa che non possano accedere ad ogni conversazione. Un piccolo gruppo di persone di uno stesso quartiere non ha bisogno dei social per coordinarsi, basta un caffè insieme.

Identificare gli obiettivi

Gli obiettivi di ogni azione sono fondamentali e vanno accuratamente selezionati. Si possono identificare in un elenco che distingue tra azioni di sabotaggio, boicottaggio e contropropaganda:

Contropropaganda

  • Volantinaggio anonimo contro chiunque richieda il green pass, evitando accuratamente ogni tipo di minaccia;
  • Stampa di giornali autoprodotti, anche di una sola pagina, ma curati nella forma e nei contenuti, da distribuire nelle cassette delle lettere, con cui sensibilizzare la popolazione;
  • Recapito di lettere anonime a tutti coloro che ricoprono ruoli di responsabilità a tutti i livelli, allo scopo di sensibilizzare ed evitando accuratamente minacce di qualunque genere;
  • Recapito di lettere anonime a tutti gli organi di informazione locali e nazionali, allo scopo di sensibilizzare e di testimoniare che la resistenza esiste ed è attiva ovunque;
  • Volantinaggio anonimo in cui si rende nota alla popolazione ogni reazione avversa ai vaccini anticovid.

Boicottaggio

  • Volantinaggio anonimo in cui si invita al boicottaggio delle attività locali che richiedono il green pass e delle catene multinazionali della ristorazione;
  • Volantinaggio anonimo in cui si invita la popolazione a non acquistare i farmaci prodotti dalle quattro case farmaceutiche coinvolte nella dittatura sanitaria, indicando i farmaci equivalenti da banco disponibili;
  • Volantinaggio anonimo in cui si evidenzia alla popolazione il tradimento delle forze politiche e degli organi costituzionali di controllo;
  • Volantinaggio anonimo in cui si invita la popolazione a non astenersi dal voto, ma a votare solo le liste che non si sono macchiate di tradimento.

Sabotaggio

  • Azioni mirate di sabotaggio contro i centri del potere, da identificarsi a seconda del territorio;
  • Azioni di disturbo e sabotaggio di ogni manifestazione organizzata da partiti politici che appoggiano l’attuale governo e le sue misure;
  • Azioni di sabotaggio, anche digitale, di ogni attività legata a iniziative in cui si richiede il green pass;
  • Azioni di disturbo e sabotaggio di attività pubbliche, che si andranno via via identificando a seconda del territorio e del singolo gruppo di resistenti, evitando accuratamente ogni forma di violenza fisica.

E’ fondamentale che tutto si svolga, nei limiti del possibile, nel più completo anonimato; se un’azione rischia di compromettere tale aspetto, è meglio rivedere la pianificazione o, quando possibile,  rimandarla, ma cercare di salvaguardare sempre ogni membro del gruppo. Per volantinaggio anonimo si intende infatti non la distribuzione palese di un volantino non firmato, ma la distribuzione anonima di un volantino anonimo; ad esempio distribuendolo sotto le porte di un condominio, nelle cassette delle lettere, sui parabrezza delle auto in un parcheggio, sotto le saracinesche chiuse dei negozi, ecc. Così come per le lettere anonime; meglio recapitarle, quando possibile, a mano direttamente nella cassetta della posta del destinatario, ma solo se questo non compromette l’anonimato.

Parallelamente i gruppi sul territorio dovranno prepararsi al peggio; quando però lo scontro arriverà a farsi violento, dovranno già esserci una serie di contromisure pronte.

Il coordinamento dei gruppi tra di loro dovrà avvenire sempre con la massima prudenza e diventare organico solo qualora la situazione degeneri verso scenari che mi auspico si riesca ancora ad evitare. Lo scopo deve essere la crescita della massa critica nella popolazione e la crescita della consapevolezza, in chi detiene posizioni di potere intermedio, che il proprio interesse non necessariamente è eseguire gli ordini.

Fondamentale è inoltre il ruolo di chi è impegnato in organizzazioni politiche, sindacali e studentesche; costoro devono diventare il volto pubblico della resistenza senza mai però prendere parte direttamente alle azioni dei gruppi, ma sostenendo tali azioni nelle rispettive organizzazioni e pubblicamente. Coloro che invece vestono una divisa di qualunque tipo, dovranno dedicarsi alla sensibilizzazione dei colleghi, al fine di evitare qualunque scontro o repressione gratuita.

Quindi, ricapitolando…

  1. Fine delle manifestazioni di piazza;
  2. Organizzazione di gruppi di resistenti in ogni quartiere, paesino, parrocchia, luogo di lavoro;
  3. Azioni di contropropaganda diffuse su tutto il territorio nazionale;
  4. Azioni di boicottaggio diffuse su tutto il territorio nazionale;
  5. Azioni di sabotaggio non violento diffuse su tutto il territorio nazionale;
  6. Organizzazione e preparazione di ogni gruppo in modo da essere pronti in caso di degenerazione dello scontro;
  7. Coordinamento dei gruppi a livello territoriale;
  8. Rappresentanza delle istanze della resistenza in ogni organizzazione politica, sindacale e studentesca.

In questo momento storico, l’unica voce che si è levata a denunciare chiaramente il disegno del nemico che abbiamo di fronte è quella di Mons. Carlo Maria Viganò. Nell’ultimo suo intervento, della fine di agosto, ci ha detto chiaramente di perseverare nella resistenza che, per ora, deve rimanere pacifica, ma allo stesso tempo ferma nella volontà di opporsi ad un disegno che è contro l’uomo; esso non attenta solo alla nostra libertà, ma alla nostra stessa capacità di essere persone con una dignità indisponibile alla sopraffazione di qualunque potere. La carta costituzionale, che pure vieta ogni discriminazione tra cittadini, è ormai lettera morta nelle mani di chi stà manipolando la nostra vita da quasi due anni; nessun magistrato pare intenzionato a difendere la nostra dignità di cittadini di uno Stato sovrano, lasciando che ci trattino come i sudditi di un degenerato satrapo… stà a noi oggi dimostrare a tutti, anche e principalmente a chi abbiamo contro, che la nostra libertà non è una concessione del potere, ma qualcosa di cui quello stesso potere non può e non potrà mai disporre a proprio piacimento.

1/9/2021

Gennaro Cangiano (M.I.)

domenica 25 luglio 2021

Si, si... Ed è solo l'inizio!

 

mercoledì 21 luglio 2021

Psicopatologia al potere




Ormai siamo al paradosso; se la situazione non fosse seriamente pericolosa dovrebbe essere considerata una ridicola accozzaglia di buffonate. Il Green pass, che il governo Draghi ha introdotto e che si appresta ad estendere, si presenta infatti come frutto di menti seriamente malate.
Ancora più malate però sono le menti dei commentatori televisivi e dei media di regime, talmente presi dal voler compiacere il proprio padrone da non accorgersi di essere ormai in piena dissonanza cognitiva, prede di una schizofrenia che li condanna a vedere e parlare di cose che non esistono. Qualche esempio?
Li sentiamo parlare in continuazione di un'emergenza sanitaria che non c'è più da tempo, gli ospedali sono vuoti, sono più i morti per incidenti domestici che per Covid, eppure ci martellano come se avessimo i morti per strada, evidentemente in preda ad allucinazioni.
"1000 casi, 2000 casi, chi offre di più!" Senza mai dire che si tratta di gente che sta benissimo o che ha un po' di raffreddore e che i pochi morti sono persone molto anziane con due o tre patologie… ebbene si, non siamo immortali… a una certa età, in un modo o nell'altro, si muore.
Che dire poi di quello che invece non vedono? Delle decine di migliaia di eventi avversi da vaccino che hanno deciso di non vedere? Giovani che, convinti dalla loro propaganda, si sono sottoposti al vaccino pur non rischiando assolutamente niente dalla malattia e sono morti o hanno subito effetti avversi invalidanti… e continuano a sproloquiare imperterriti, questi mentecatti, senza nessuna capacità di empatia; dei veri e propri psicopatici.
Non vedono nemmeno la sostanziale inefficacia di questa campagna vaccinale: i dati pubblicati dall'agenzia di sanità pubblica inglese mostrano infatti un tasso di mortalità sei volte maggiore tra i completamente vaccinati rispetto ai non vaccinati e un tasso di ricovero ospedaliero del 2,3% tra quelli completamente vaccinati, rispetto a solo l'1,2% tra i non vaccinati.
Adesso poi che hanno accolto in maniera del tutto acritica l'aparthaid sanitario del green pass, ritengono giusto discriminare milioni di concittadini solo perché non disposti a fidarsi delle loro raccomandazioni da malati di mente; non si accorgono che, se un vaccinato può infettarsi ed infettare, come ormai sanno anche i pali della luce, dargli un lasciapassare lo sottrae ad ogni controllo, rendendolo, esso si, un untore, ma dividendo inoltre, in maniera del tutto arbitraria, la popolazione in due categorie, in cui una è obnubilata, sottomessa e per questo premiata, mentre l'altra è il capro espiatorio su cui scaricare gratuitamente il peso del proprio fallimento e della propria oscena malignità.
Con la salute pubblica il Green pass non c'entra niente; chi non si vaccina è considerato dal regime un dissidente politico e come tale deve essere ghettizzato, escluso dalla vita sociale, accusato di essere origine e responsabile della situazione di malessere in cui invece loro hanno ridotto la popolazione. Guardate che su questo, come su tutta la campagna di criminalizzazione in atto per chi legittimamente sceglie di non vaccinarsi, le differenze con la propaganda antisemita degli anni trenta del secolo scorso non esistono. Individuato il capro espiatorio e costruita una farneticante visione ideologica della realtà, la macchina del totalitarismo comincia a vivere di vita propria, fino a un punto di non ritorno… che è esattamente quello che oggi rappresenta il Green pass, versione moderna delle leggi razziali del 1938.
A sostegno del fatto che, tale strumento di discriminazione, non ha nessuna motivazione sanitaria è emblematico il caso riportato dalla BBC proprio in questi giorni: è esploso un focolaio Covid, circa 100 casi, sulla portaerei inglese Queen Elizabeth, che è a metà di un tour mondiale. Anche diverse altre navi da guerra della flotta che la accompagna sono state colpite. Il segretario alla Difesa Ben Wallace ha affermato che tutto l’equipaggio del dispiegamento ha ricevuto due dosi di vaccino contro il Covid-19… è questo su cui si dovrebbe seriamente riflettere.
Oltre 100 infettati nonostante tutto l’equipaggio sia stato vaccinato con due dosi. Probabilmente “l’untore” è un membro dell’equipaggio, di quelli che scendono nei porti per fare rifornimenti e spese; quindi si tratta di un vaccinato che si infetta e infetta altri vaccinati… ecco, in Italia gli avrebbero dato un Green pass.
La cosa che rischia però di essere un risvolto tragico dell'intera vicenda è che questi vaccini, lungi dall'essere la soluzione, potrebbero a breve diventare il vero problema e questa è la cosa più grave che i mentecatti fingono di non sapere. I problemi di sicurezza erano già infatti ben noti dai tempi degli studi svolti per il vaccino contro la Sars. Già all'epoca avevano sviluppato una serie di vaccini biotecnologici e li avevano testati a livello preclinico sugli animali, come si procede in tempi ordinari. Quegli studi, purtroppo, rilevarono che in gran parte degli animali vaccinati avveniva un potenziamento della malattia. Invece di essere protetti, sviluppavano una complicazione grave e spesso fatale. Per questo gli studi vennero interrotti… Fino ad oggi.
La situazione è talmente grave che la storia riserverà a questi nostri giorni un giudizio severissimo, ritenendo gli uomini del nostro tempo dei felloni che, pur di non prendere un raffreddore, non solo hanno sacrificato i propri figli, ma hanno mandato al macero tutte le conquiste di libertà dei loro padri…
Lascio questo scritto per quegli stessi storici; non so fin dove vogliono portarci questi nazisti malati di mente, ma so quale sarà l'epilogo dell'intera vicenda: un nuovo, implacabile, spietato processo di Norimberga… Auguri!


Gennaro Cangiano (M. I.)

lunedì 5 luglio 2021

Benvenuti a zombiland


In un primo momento anche io, come tutti credo, ho prestato ascolto alla narrativa epidemica di Stato, dandole il credito che deriva dalla consapevolezza di chi ha visto smantellare pezzo per pezzo, negli ultimi 10-12 anni, quello che una volta era un buon sistema sanitario nazionale.
Al di là della narrazione di Conte e di Speranza, cioè, mi convinceva alla prudenza il fatto che l'Italia avesse solo 5.000 posti di terapia intensiva, contro gli oltre 30.000 della Germania.
Dopo quasi due anni però devo prendere atto di aver assistito ad una tale incompetenza, a tutti i livelli, che sono portato seriamente a pensare che, dietro di essa, si nasconda invece una indicibile malafede.
Con il "senno di poi" le incongruenze sono talmente tante e talmente macroscopiche, da non poter essere ignorate anche volendo. Partiamo dall'inizio…

A gennaio 2020 cominciano a girare video dalla Cina in cui si vedono persone stramazzare al suolo per strada. Contemporaneamente da noi si minimizza, i media parlano d'altro e nessuno si pone realmente il problema. Verremo poi a sapere che l'Italia non ha in quel momento nemmeno un piano pandemico, eppure tutto va bene madama la marchesa.
A fine gennaio il governo dichiara lo stato di emergenza, su indicazione dell'OMS, ma niente di piú; non si introducono controlli per i voli dalla Cina (lo si farà poi dopo, tardi e male), non si provvede al potenziamento delle strutture ospedaliere, non si pensa di emanare linee guida per l'emergenza, non si pensa ad una formazione del personale sanitario, niente di niente.

A febbraio i primi casi in Italia, due cittadini cinesi, ma nemmeno questo serve a prendere qualche precauzione, anzi il ministro Di Maio prende le nostre scorte di dispositivi di protezione sanitaria e li invia in dono alla Cina… perfetto. Il 28 febbraio a Codogno, nel lodigiano, i primi casi autoctoni, dopo di ché la situazione precipita.

I sanitari ospedalieri sono costretti ad affrontare il nemico a mani nude; lavorano senza nemmeno le mascherine, senza camici monouso e cominciano ben presto ad ammalarsi; gli ospedali lombardi diventano delle vere e proprie centrali di diffusione epidemica.

Il ministero della sanità dirama una circolare in cui raccomanda di non procedere con le autopsie, contraddicendo ogni prassi epidemiologica corretta. Oggi sappiamo che, all'ignoranza derivata da questa disposizione ministeriale, si devono molte morti che si sarebbero potute evitare (esiste in tal senso un'inchiesta aperta dalla procura di Bergamo da cui attendiamo con ansia i rinvii a giudizio).

Ogni possibile terapia che pare dare risultati clinici è immediatamente stoppata e delegittimata da un ministero e un CTS che sembrano aver fatto di tale demolizione il loro unico scopo di esistenza; farmaci usati in tutto il mondo da 70 anni sono improvvisamente messi fuori legge, grazie a studi che poi si riveleranno dei falsi clamorosi.

Tutta l'attività del governo si concentra su provvedimenti che ufficialmente servono al contrasto della diffusione epidemica, ma che nella loro attuazione ottengono l'effetto contrario. Cosí, ad esempio, la decisione di chiudere i confini della Lombardia è annunciata 48 ore prima della sua attuazione, innescando un esodo di centinaia di migliaia di persone che in quelle ore si riversano fuori della regione in tutta Italia… et voilà… quello a cui si puntava fin dall'inizio è servito: 60 milioni di persone agli arresti domiciliari.

Parallelamente il sistema dell'informazione si assegna la missione di terrorizzare, terrorizzare e terrorizzare: se uscite di casa morirete tutti!

Per la prima volta nella storia sono vietate anche le messe cattoliche o qualunque altra funzione religiosa, le città italiane diventano uno scenario degno di quell'immaginario collettivo apocalittico costruito, negli anni precedenti, con film, serie TV, videogiochi, libri, fumetti e la popolazione sembra reagire esattamente come il cane di Pavlov.
Per tre mesi l'Italia vive come se gli zombi fossero arrivati, senza accorgersi che zombi lo erano evidentemente diventati gli italiani già da tempo. Dopo la pausa estiva, in cui lo sport nazionale diventa la criminalizzazione di chiunque mostri un comportamento normale, il copione si ripete, ma con due importanti variazioni sul tema: la cromatizzazione della realtà, che diventa rossa, arancione o gialla, e l'epifania vaccinale, vero e proprio evento messianico. Dopo aver messo in discussione l'efficacia e la sicurezza di farmaci utilizzati senza problemi da decenni, improvvisamente si decide la somministrazione di massa di farmaci vaccinali completamente inediti, ancora in una fase iniziale di sperimentazione, di cui non si conoscono i possibili effetti collaterali a medio e lungo termine e, a ben guardare, nemmeno quelli a breve termine, tanto che i bugiardini degli stessi farmaci sono stati modificati in fretta e furia dopo i primi eventi trombotici… e siamo ormai ad oggi.
Cosa dicono i dati fattuali, depurati da ogni artificio retorico, di tutto quanto successo? Proviamo a fare una sintesi efficace.
Se si prendono in considerazione i dati della mortalità in Italia del 2020 e li si confronta con la media dei 5 anni precedenti, si registra effettivamente un eccesso di mortalità, ma preso cosí questo dato non significa niente. Anche nel 2015, ad esempio, il dato mostra un eccesso rispetto alla stessa media, ma non mi pare che in quell'anno si sia proceduto a niente di quello a cui abbiamo assistito l'anno scorso. Il dato cioè va disaggregato perché possa offrire spunti statisticamente significativi. Se si procede in tal senso infatti si nota che la mortalità per Covid nel 2020 si concentra sia territorialmente che anagraficamente. La stragrande maggioranza dei morti, cioè, ha riguardato persone che abitavano in Lombardia e nei territori immediatamente ad essa limitrofi, che avevano più di 75 anni, con punte di massimo nelle province di Bergamo, Lodi, Brescia e Piacenza e tra gli ultra novantenni. In altri territori e in altre fasce d'età la mortalità si è invece addirittura abbassata.
Oltre alla mortalità attribuita al Covid c'è peró ancora un eccedenza che, se si tiene conto che il confinamento domestico ha contribuito a limitare le morti per incidenti stradali o sul lavoro, risulta significativamente tra le 20.000 e 30.000 persone; dato imputabile al fatto che nessuna patologia che non fosse Covid è stata curata per molto tempo e che, contemporaneamente, si é quasi completamente azzerata l'attività chirurgica e ambulatoriale, oltre al fatto che la gente, terrorizzata, non andasse negli ospedali se non in casi estremi.
Se si tiene conto che per gli ultranovantenni la morte è fisiologica anche in assenza di Covid e che buona parte dei morti della prima fase epidemica al di sotto di quella fascia di età siano da imputare ad un approccio errato procrastinatosi fino a che le autopsie di medici disobbedienti non hanno chiarito che il problema, prima che respiratorio, è trombotico e citochinico, ci rendiamo conto meglio di quanto avvenuto. Praticamente se avessero lasciato che i medici curassero gli ammalati in scienza e coscienza, senza paralizzare e terrorizzare il paese, probabilmente quell'eccesso di mortalità del 2020 sarebbe stato sensibilmente ridimensionato.
Non avrebbero peró potuto imporre, come stanno facendo, una campagna di vaccinazione di massa con dei farmaci sperimentali.
Anche della campagna vaccinale però oggi abbiamo dei dati su cui riflettere.
Ad esempio ci dicono continuamente che gli eventi avversi mortali post vaccinali registrati nei giovani siano 1 su centomila. Pur ammettendo che si tratti di dati reali e non sottostimati da un'inefficace vigilanza passiva, va detto che la mortalità per Covid nella stessa fascia di età è di 1 su cinquecentomila. In pratica per i giovani il vaccino, qualunque esso sia, è 5 volte piú letale della malattia e senza contare gli eventi avversi invalidanti non mortali che sono numerosissimi. 
Ad oggi i vaccini anticovid hanno di fatto causato piú morti che tutti gli altri vaccini messi insieme… 
...e già sento la vocina che sussurra nel vento: "non c'è correlazioneeeeee"... 
Su questo punto dobbiamo chiarirci: Se mi inietti un liquido di cui, per tua stessa ammissione, non sai quasi niente e dopo poco muoio, la correlazione c'è eccome e sei tu che devi dimostrare il contrario; ad esempio eseguendo sistematicamente le autopsie, cosa che ti stai guardando bene dal fare, visto che quelle effettuate hanno sempre fino ad ora dimostrato sia la correlazione che effetti di cui non avevi detto niente.
Tralasciamo per il momento gli effetti a medio e lungo termine che si verificheranno in futuro; negano la correlazione in chi muore dopo poche ore, figuriamoci in chi manifesterà effetti avversi dopo mesi o anni. Quello che posso dire, in conclusione di questa mia riflessione, è che agli errori in buona fede non ci credo più. Ci hanno portato esattamente dove volevano, quello che ancora resta da capire è il perchè… ma non manca molto; ho la vivida convinzione che presto avremo la risposta anche a questo quesito e che, purtroppo, non sarà piacevole.


Gennaro Cangiano (M. I.)

venerdì 5 giugno 2020

Il conflitto

Qualche mese fa, in una delle mie riflessioni in libertà, ponevo una domanda ai miei lettori che, pur argomentata in molte elucubrazioni, si sintetizzava in due parole: siete pronti?
Mi riferivo alla sensazione tangibile che il livello del conflitto, interiore per ogni uomo, sociale, politico ed economico per ogni popolo ed escatologico per il genere umano, stesse per raggiungere un punto di non ritorno; una situazione, cioè, in cui ogni singolo individuo avrebbe dovuto fare delle scelte inequivoche sulla parte con cui stare e, qualora ci si fosse sottratti a tale scelta, per ignavia o per ignoranza, ci si sarebbe condannati ad essere semplicemente, ma inesorabilmente, travolti.
La questione epidemica mondiale ha reso, quello che allora era una sensazione, un'evidenza incontestabile.

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