Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente
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lunedì 2 gennaio 2023

Veritas




Quando si diffuse la notizia dello stato di salute precario di Benedetto XVI, decisi che non mi sarei unito al coro dei prevedibili commentatori che, come tutti vediamo, in questi giorni affolla le tv, i giornali e i social. Moltissimi sembrano avere qualcosa da dire e la stragrande maggioranza di essi dimostra di non conoscere affatto chi sia stato il papa che intendono commemorare. Ci si limita a colorire e a personalizzare l’immagine che di lui ne hanno costruito i media, atteggiandosi a pensatori indipendenti, ma purtroppo il risultato è la conferma di un’ignoranza di fondo che, prima solo sospettata, trova oggi una plateale manifestazione.
Frasi tipo “a me non è mai stato molto simpatico", risuonano sulla bocca di chi non entra in una Chiesa da tempo immemore, nè tantomeno ha mai letto qualcosa di Benedetto XVI o ha mai ascoltato un suo discorso, ma comunque non si esime dall’esprimere un giudizio.
Ancora frasi tipo “la Chiesa è finita",sulle labbra di chi già vive come se la Chiesa non esistesse, tranne nel ritenerla responsabile di ogni male del mondo. Negromanti che si arrogano il diritto di una propria dottrina, dettata direttamente dagli “spiriti di luce",non si accorgono di essere in caduta libera verso il luogo dove proprio quegli spiriti li stanno trascinando… eppure pretendono di guidare, di conoscere, di insegnare… ciechi che guidano altri ciechi.
I soliti gnostici (potevano mai mancare?) che si dichiarano depositari del vero cristianesimo, che chiaramente è solo quello che non è cattolico, un po’ di induismo, un po’ di tecnica di meditazione yoga et voilà… l’idiozia è servita.
Lascio volutamente perdere i media laicisti; quelli che, tanto per intenderci, apostrofavano Benedetto XVI come il “pastore tedesco” all’indomani della sua elezione al soglio pontificio. Non credo che siano degni di attenzione e il Signore comprenderà perché non ritengo opportuno dialogare col demonio.
Quello che mi spinge a scrivere queste righe, nonostante i miei propositi, è l’atteggiamento della gente comune… possibile che non si conosca Benedetto XVI nemmeno dentro la Chiesa?
Mi perdonerete per il tono aspro che non riesco ad evitare, ma non è possibile che i cattolici non conoscano i propri pastori e, nel descriverne i tratti, riproducano le stesse falsità dei nemici della Chiesa; perché di nemici si tratta, è bene che torniamo a chiamare le cose con il loro nome.
La carità che dobbiamo a questi nostri nemici è la proclamazione della Verità e non la tolleranza delle menzogne che, più o meno in buona fede, con vero e proprio zelo propagano ovunque.
Non è vero che ognuno è libero di pensarla come vuole; chi deliberatamente sceglie di aderire all’errore e lavora per la sua diffusione non sarà esentato dall’assumersene le responsabilità.
Queste ultime due frasi che ho usato vi sembrano troppo dure?
Nemmeno per sogno; sono anzi vere e proprie frasi d’amore. L’atto d’amore più elevato che un uomo possa fare verso il suo prossimo è la proclamazione della verità.
Va bene… ripeto il concetto in altro modo.

“La carità nella verità, di cui Gesù Cristo s'è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell'umanità intera.
L'amore — « caritas » — è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. È una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta. Ciascuno trova il suo bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza: in tale progetto infatti egli trova la sua verità ed è aderendo a tale verità che egli diventa libero (Gv 8,32)”.

(da “Caritas in Veritate”, enciclica di papa Benedetto XVI del 20/06/2009).

“Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione. L'immagine del matrimonio tra Dio e Israele diventa realtà in un modo prima inconcepibile: ciò che era lo stare di fronte a Dio diventa ora, attraverso la partecipazione alla donazione di Gesù, partecipazione al suo corpo e al suo sangue, diventa unione. La « mistica » del Sacramento che si fonda nell'abbassamento di Dio verso di noi è di ben altra portata e conduce ben più in alto di quanto qualsiasi mistico innalzamento dell'uomo potrebbe realizzare.”
(da “Deus caritas est”, enciclica di papa Benedetto XVI del 25/12/2005).

“L'Eucaristia, dunque, è costitutiva dell'essere e dell'agire della Chiesa. Per questo l'antichità cristiana designava con le stesse parole Corpus Christi il Corpo nato dalla Vergine Maria, il Corpo eucaristico e il Corpo ecclesiale di Cristo. Questo dato ben presente nella tradizione ci aiuta ad accrescere in noi la consapevolezza dell'inseparabilità tra Cristo e la Chiesa. Il Signore Gesù, offrendo se stesso in sacrificio per noi, ha efficacemente preannunciato nel suo dono il mistero della Chiesa. È significativo che la seconda preghiera eucaristica, invocando il Paraclito, formuli in questo modo la preghiera per l'unità della Chiesa: « per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo ». Questo passaggio fa ben comprendere come la res del Sacramento eucaristico sia l'unità dei fedeli nella comunione ecclesiale. L'Eucaristia si mostra così alla radice della Chiesa come mistero di comunione.”
(da “Sacramentum caritatis”, esortazione apostolica di papa Benedetto XVI del 22 febbraio 2007).

“Per questo Gesù dona all'uomo la piena familiarità con la verità e lo invita continuamente a vivere in essa. E’ una verità offerta come realtà che ristora l'uomo ed insieme lo supera e lo sovrasta; come Mistero che accoglie ed eccede nello stesso tempo lo slancio della sua intelligenza. E nulla come l'amore alla verità riesce a sospingere l’intelligenza umana verso orizzonti inesplorati. Gesù Cristo, che è la pienezza della verità, attira a sé il cuore di ogni uomo, lo dilata e lo colma di gioia. Solo la verità è infatti capace di invadere la mente e di farla gioire compiutamente. E’ questa gioia che allarga le dimensioni dell'animo umano, risollevandolo dalle angustie dell'egoismo e rendendolo capace di amore autentico. E’ l'esperienza di questa gioia che commuove, che attira l'uomo ad una libera adorazione, non ad un prostrarsi servile, ma ad inchinare il cuore di fronte alla Verità che ha incontrato.” (dal “discorso all’assemblea plenaria della congregazione per la dottrina della fede” di papa Benedetto XVI del 10/02/2006)

“L'importanza della domenica come Dies Ecclesiae ci richiama alla relazione intrinseca tra la vittoria di Gesù sul male e sulla morte e la nostra appartenenza al suo Corpo ecclesiale. Ogni cristiano, infatti, nel Giorno del Signore ritrova anche la dimensione comunitaria della propria esistenza redenta. Partecipare all'azione liturgica, comunicare al Corpo e al Sangue di Cristo vuol dire nello stesso tempo rendere sempre più intima e profonda la propria appartenenza a Colui che è morto per noi (cfr 1 Cor 6,19s; 7,23). Veramente chi mangia di Cristo vive per Lui. In relazione al Mistero eucaristico si comprende il senso profondo della communio sanctorum. La comunione ha sempre ed inseparabilmente una connotazione verticale ed una orizzontale: comunione con Dio e comunione con i fratelli e le sorelle. Le due dimensioni si incontrano misteriosamente nel dono eucaristico. Dove si distrugge la comunione con Dio, che è comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo, si distrugge anche la radice e la sorgente della comunione fra di noi. E dove non viene vissuta la comunione fra di noi, anche la comunione col Dio Trinitario non è viva e vera. Chiamati, pertanto, ad essere membra di Cristo e dunque membra gli uni degli altri (cfr 1 Cor 12,27), noi costituiamo una realtà ontologicamente fondata nel Battesimo e alimentata dall'Eucaristia, una realtà che chiede di trovare riscontro sensibile nella vita delle nostre comunità.”
(da “Sacramentum caritatis”, esortazione apostolica di papa Benedetto XVI del 22 febbraio 2007).

E’ più chiaro ora chi è stato Benedetto XVI? Quale è il suo insegnamento e il suo magistero? Capito perché ogni giudizio che umanamente ci ostiniamo a dare del suo pontificato è destinato a sfociare nel ridicolo? L’unica cosa che di fronte al suo pensiero possiamo fare è tacere, meditare e chiedere a Dio la grazia di vivere come Benedetto XVI ci ha indicato; certi che la Carità nella Verità sia l’unica che apra le porte della comunione con Dio e con la vera Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica.




Gennaro Cangiano (M.I.)




lunedì 26 dicembre 2022

Metànoia

 


"Colui che era fin da principio, colui che noi abbiamo udito, colui che abbiamo veduto con i nostri occhi, colui che contemplammo e che le nostre mani hanno toccato, cioè il Verbo della vita – poiché la vita si manifestò e noi l’abbiamo veduta e ne diamo testimonianza e vi annunziamo questa vita eterna che era presso il Padre e che si manifestò a noi – colui che abbiamo veduto e sentito lo annunziamo a voi, affinché anche voi abbiate comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e con il Figlio suo Gesù Cristo.” (1Gv 1,1-3).


Cosa festeggiamo a Natale? La risposta potrebbe anche risultare banale se ci limitassimo a quello che immediatamente ci viene in mente: la natività di Gesù… ma non è questa la domanda a cui chiedo di rispondere. Quello che intendo chiedere è se, al di là dell’abitudine, della tradizione, del consumismo e anche al di là di quello che fin da bambini pensiamo di aver capito, ci sia una reale comprensione del senso delle cose. 

Intanto festeggiamo o celebriamo? Tutti festeggiano in realtà qualcosa di cui non hanno la benché minima idea… La festa vive di vita autonoma, in una parodia in cui il festeggiato non è nemmeno invitato; anzi per molti il festeggiato non esiste. Eppure festeggiamo e, a ben vedere, anche chi celebra sembra  non sapere bene quello che fa.

La verità è che stiamo parlando di un evento la cui portata metafisica è talmente enorme da sfuggire alla mente di noi poveri uomini; qualcosa che dovrebbe essere contemplato e meditato continuamente, invece di darlo superficialmente per scontato; eppure nessuno sembra reggere tale contemplazione. 

Come chi fissa il sole direttamente deve distogliere lo sguardo, così chi si sofferma in tale contemplazione deve abbassare gli occhi per non vedere la propria vita stravolta, le proprie convinzioni svuotate. Eppure il solo modo di comprendere quello di cui parliamo è proprio questo: la “μετάνοια” (metànoia), parola greca che letteralmente significa “oltre l’intendere”, “oltre il pensare” e che noi traduciamo abitualmente con “conversione”; parola che ha subito una tale svalutazione di significato che non ne comprendiamo più il senso spirituale e metafisico, l’unico che in realtà ha sempre avuto. Che cosa c’è oltre l’intendere e oltre il pensare? Oltre l’intendere c’è quello che non è nella nostra possibilità di conoscere (conoscenza: “γνῶσις”, “gnosi”) e che non è alla portata del pensiero; vale a dire non è concettualizzabile, ma è totalmente trascendente, totalmente altro da ogni possibile idea… Oltre l’intendere e oltre il pensare c’è solo l’intuizione, che non è frutto di procedimento razionale, ma puramente ispirato. Mentre il pensiero si manifesta in concetti traducibili in parole, l’intuizione si manifesta come inesprimibile se non in maniera simbolica (συμβάλλω, siumballo: “mettere insieme”, “accostare analogicamente”) e tale simbologia non è affatto casuale, ma è profondamente connessa alla natura stessa dell’essere: tutto è simbolo di qualcosa di più elevato e trascendente. Il significante rimanda ad un significato che lo trascende, lo supera e rivela la realtà dietro il velo della molteplicità e divenienza dell’essere. In due soli casi il significante ed il significato coincidono; in due soli casi cioè il simbolo rivela in se stesso la realtà del proprio significato profondo, fino a permetterci di intuire che è il senso stesso della realtà che si manifesta in maniera palese e non analogica: il primo caso è la nascita di Gesù a Betlemme, il secondo è l’evento del Calvario, Gesù crocifisso. Dal manifestarsi nella storia di tali eventi, ogni bambino che nasce rimanda analogicamente a Betlemme e ogni uomo che muore rimanda al Calvario; il significato di ogni nascita e di ogni morte, il senso dell’esistenza stessa di ogni essere umano è Dio. Tale manifestazione ha il potere di portare a compimento ogni sforzo religioso e spirituale dell’umanità in una maniera inconcepibile, se non ai profeti della tradizione ebraica. Le tradizioni non cristiane, che intravedono una verità incompleta, velata, talvolta distorta, in Cristo trovano anch’esse un senso inedito e nella tradizione cristiana (cattolica innanzitutto) la sintesi più completa.Il mistero nascosto dai secoli eterni si manifesta agli uomini di ogni tempo, che si ritrovano ad essere essi stessi simbolo e significante di una realtà giacente in una mangiatoia, davanti a cui le uniche scelte possibili sono l'adorazione o la fuga. Cosa sono le luci, la festa, il cibo, i regali… adorazione o fuga? Come si può contemplare il mistero, intuirne la portata esistenziale e continuare la vita di sempre? Come se il significato a cui rimanda la nostra stessa esistenza non esistesse, come se fosse realmente possibile sottrarsi ad esso, riducendo l'evento centro e senso della storia ad occasione conviviale che non intacca il nostro essere. E' possibile invece non intendere, vivere la propria esistenza sempre sulla superficie di una realtà rassicurante perché finta, senza mai voler comprendere per davvero il senso di noi stessi, ignorando chi siamo e l'abisso verso cui siamo diretti. Allora le luci, il cibo, la festa, il consumismo tipico del periodo natalizio non sono altro che un velo steso su quello che non vogliamo vedere; quello stesso velo del tempio che si squarció per l'evento del Golgota, esponendo alla vista il Santo dei Santi, lo abbiamo rammendato con cura, perché tornasse a nascondere la realtà dietro una sua rappresentazione accomodante, che non ci imponesse la messa in discussione di noi stessi. Quelle stesse luci, la festa, il cibo, le famiglie riunite sono invece luce che emana dal Santo dei Santi, ormai svelato, per chi si abbandona all'adorazione, senza fuggire, ma invece inginocchiandosi dinanzi al mistero dell'essere che si rivela. Gennaro Cangiano (M. I.) 

venerdì 3 settembre 2021

Cambiare strategia



In questi giorni la mia capacità di controllare i conati di vomito è stata messa seriamente a dura prova. La campagna di criminalizzazione di chi sceglie di non vaccinarsi avanza inesorabile; stampa e TV mainstream, come una testuggine romana, si muovono come un sol uomo, con le stesse parole, con le stesse accuse e con le stesse menzogne. Dodici milioni di italiani paragonati impunemente ai peggiori nemici della repubblica, ai terroristi delle BR, ai talebani afgani… una vera e propria schifezza. Eppure i miei conati più forti non sono causati da questo scenario, che avevo ampiamente previsto e che mi aspettavo, ma da coloro che da mesi si presentano come paladini dei diritti dei discriminati e da come stanno ad esso reagendo.

“Ci dissociamo dalle violenze” dicono in tutta fretta, “con quelli non vogliamo avere nulla a che fare”... e con chi volete avere a che fare? Sono mesi che in ogni parte d’Italia si scende in piazza e questo non scalfisce neanche minimamente il crescendo di discriminazione che prosegue indisturbato; è così che pensate di uscire dalla dittatura che si stà palesando? Mi dispiace deludervi, ma è il potere che ha deciso che lo scontro debba arrivare a un livello più radicale.

Non potete sedervi in un bar, non potete andare al ristorante, non potete entrare in un museo o in una biblioteca, non potete andare al cinema o a teatro, non potete prendere un treno o un aereo, non potete andare in piscina o in palestra, non potete entrare in una scuola o in un’università… cosa pensate, che si fermeranno perché sfilate buoni buoni ogni sabato? Che si fermeranno per paura di perdere il consenso? Non avete ancora compreso che questi qui hanno deciso di fare a meno del consenso? Ormai è chiaro: andranno fino in fondo nel loro disegno di stravolgimento irreversibile del vivere sociale, nella realizzazione del quale la democrazia non è più contemplata se non in una sua versione fittizia, di pura facciata. Non manca molto e vi impediranno anche di andare al lavoro, di entrare in un supermercato e cosa direte allora? Da chi vi dissocerete?

Il piano inclinato su cui stiamo scivolando si fa sempre più ripido e come pensate di fermare la caduta libera? Costruendovi uno spazio di informazione o politico di nicchia completamente ininfluente? Non fatemi ridere… Sarete inevitabilmente travolti voi e la vostra vigliaccheria, determinata dalla paura di perdere quello che, anche grazie a questa crisi, siete riusciti a costruire… e questo il potere lo sa, infatti vi ignora semplicemente, beneficiando del vostro volenteroso ruolo di sfogatoio sedativo per una massa che dovrebbe già essere operativa da tempo.

Mi dispiace deludervi, ma io non mi dissocio. Non mi dissocio da chi ha rovesciato il gazebo dei 5 stelle, movimento che ha tradito il popolo come mai nessuno aveva mai avuto il coraggio di fare; non mi dissocio nemmeno da chi ha preso a pugni il giornalista di Repubblica, il giornale che più di ogni altro ha venduto l'anima al diavolo; perché se vai a provocare un lavoratore della scuola, che sta rischiando di perdere il lavoro a causa di una retorica falsa di cui sei il primo portavoce, non puoi aspettarti altro. E non mi dissocio nemmeno da quelli di Forza Nuova, pur non condividendone le idee politiche, che almeno in piazza hanno sempre dimostrato di averle le palle. Due soli episodi, su una mobilitazione di centinaia di migliaia di persone, sono bastati a etichettare un popolo di 12 milioni di persone come violenti terroristi.

Quando il potere comincia a denunciare una violenza che non c’è è perché ha deciso che quella violenza ci sarà e il vostro atteggiamento non violento sarà comunque ininfluente. Ricordate il G8 di Genova? Basta qualche infiltrato e il gioco è fatto; Cossiga descrisse il metodo in maniera cristallina... Bisogna invece cominciare a cambiare strategia e prepararsi a una lunga guerra asimmetrica. Di seguito cerco di spiegare meglio il concetto schematizzandolo.

La piazza deve progressivamente svuotarsi

Le manifestazioni sono buone vetrine per chi vuole costruirsi una visibilità, ma espongono troppo i partecipanti a strategie di infiltrazione e degenerazione pilotata della protesta. Ad esse sono presenti anziani e bambini e lo scontro di piazza porterebbe solo a risultati controproducenti; contro delle forze dell’ordine che oltretutto non sono il nemico, anche se molti di esse pensano il contrario.

Le centinaia di migliaia di persone che stanno scendendo in piazza devono invece progressivamente riorganizzarsi in piccoli gruppi autonomi l’uno dall’altro, in ogni posto di lavoro, in ogni paesino, in ogni quartiere delle grandi città, in ogni parrocchia e ovunque pensare ad organizzare il reciproco sostegno e, se necessario, azioni mirate di sabotaggio; il nemico non dovrà confrontarsi con una massa unica in piazza, sul suo terreno, dove il confronto sarà sempre impari e sproporzionato, ma con decine di migliaia di gruppi ed azioni in un territorio talmente vasto da essere incontrollabile.

Smettere di usare i social

I social sono il principale strumento di controllo da parte del potere, bisogna smettere di usarli come canale di coordinamento. E mi riferisco a tutti i social, Telegram compreso; il fatto che non riescano ad oscurarlo infatti non significa che non possano accedere ad ogni conversazione. Un piccolo gruppo di persone di uno stesso quartiere non ha bisogno dei social per coordinarsi, basta un caffè insieme.

Identificare gli obiettivi

Gli obiettivi di ogni azione sono fondamentali e vanno accuratamente selezionati. Si possono identificare in un elenco che distingue tra azioni di sabotaggio, boicottaggio e contropropaganda:

Contropropaganda

  • Volantinaggio anonimo contro chiunque richieda il green pass, evitando accuratamente ogni tipo di minaccia;
  • Stampa di giornali autoprodotti, anche di una sola pagina, ma curati nella forma e nei contenuti, da distribuire nelle cassette delle lettere, con cui sensibilizzare la popolazione;
  • Recapito di lettere anonime a tutti coloro che ricoprono ruoli di responsabilità a tutti i livelli, allo scopo di sensibilizzare ed evitando accuratamente minacce di qualunque genere;
  • Recapito di lettere anonime a tutti gli organi di informazione locali e nazionali, allo scopo di sensibilizzare e di testimoniare che la resistenza esiste ed è attiva ovunque;
  • Volantinaggio anonimo in cui si rende nota alla popolazione ogni reazione avversa ai vaccini anticovid.

Boicottaggio

  • Volantinaggio anonimo in cui si invita al boicottaggio delle attività locali che richiedono il green pass e delle catene multinazionali della ristorazione;
  • Volantinaggio anonimo in cui si invita la popolazione a non acquistare i farmaci prodotti dalle quattro case farmaceutiche coinvolte nella dittatura sanitaria, indicando i farmaci equivalenti da banco disponibili;
  • Volantinaggio anonimo in cui si evidenzia alla popolazione il tradimento delle forze politiche e degli organi costituzionali di controllo;
  • Volantinaggio anonimo in cui si invita la popolazione a non astenersi dal voto, ma a votare solo le liste che non si sono macchiate di tradimento.

Sabotaggio

  • Azioni mirate di sabotaggio contro i centri del potere, da identificarsi a seconda del territorio;
  • Azioni di disturbo e sabotaggio di ogni manifestazione organizzata da partiti politici che appoggiano l’attuale governo e le sue misure;
  • Azioni di sabotaggio, anche digitale, di ogni attività legata a iniziative in cui si richiede il green pass;
  • Azioni di disturbo e sabotaggio di attività pubbliche, che si andranno via via identificando a seconda del territorio e del singolo gruppo di resistenti, evitando accuratamente ogni forma di violenza fisica.

E’ fondamentale che tutto si svolga, nei limiti del possibile, nel più completo anonimato; se un’azione rischia di compromettere tale aspetto, è meglio rivedere la pianificazione o, quando possibile,  rimandarla, ma cercare di salvaguardare sempre ogni membro del gruppo. Per volantinaggio anonimo si intende infatti non la distribuzione palese di un volantino non firmato, ma la distribuzione anonima di un volantino anonimo; ad esempio distribuendolo sotto le porte di un condominio, nelle cassette delle lettere, sui parabrezza delle auto in un parcheggio, sotto le saracinesche chiuse dei negozi, ecc. Così come per le lettere anonime; meglio recapitarle, quando possibile, a mano direttamente nella cassetta della posta del destinatario, ma solo se questo non compromette l’anonimato.

Parallelamente i gruppi sul territorio dovranno prepararsi al peggio; quando però lo scontro arriverà a farsi violento, dovranno già esserci una serie di contromisure pronte.

Il coordinamento dei gruppi tra di loro dovrà avvenire sempre con la massima prudenza e diventare organico solo qualora la situazione degeneri verso scenari che mi auspico si riesca ancora ad evitare. Lo scopo deve essere la crescita della massa critica nella popolazione e la crescita della consapevolezza, in chi detiene posizioni di potere intermedio, che il proprio interesse non necessariamente è eseguire gli ordini.

Fondamentale è inoltre il ruolo di chi è impegnato in organizzazioni politiche, sindacali e studentesche; costoro devono diventare il volto pubblico della resistenza senza mai però prendere parte direttamente alle azioni dei gruppi, ma sostenendo tali azioni nelle rispettive organizzazioni e pubblicamente. Coloro che invece vestono una divisa di qualunque tipo, dovranno dedicarsi alla sensibilizzazione dei colleghi, al fine di evitare qualunque scontro o repressione gratuita.

Quindi, ricapitolando…

  1. Fine delle manifestazioni di piazza;
  2. Organizzazione di gruppi di resistenti in ogni quartiere, paesino, parrocchia, luogo di lavoro;
  3. Azioni di contropropaganda diffuse su tutto il territorio nazionale;
  4. Azioni di boicottaggio diffuse su tutto il territorio nazionale;
  5. Azioni di sabotaggio non violento diffuse su tutto il territorio nazionale;
  6. Organizzazione e preparazione di ogni gruppo in modo da essere pronti in caso di degenerazione dello scontro;
  7. Coordinamento dei gruppi a livello territoriale;
  8. Rappresentanza delle istanze della resistenza in ogni organizzazione politica, sindacale e studentesca.

In questo momento storico, l’unica voce che si è levata a denunciare chiaramente il disegno del nemico che abbiamo di fronte è quella di Mons. Carlo Maria Viganò. Nell’ultimo suo intervento, della fine di agosto, ci ha detto chiaramente di perseverare nella resistenza che, per ora, deve rimanere pacifica, ma allo stesso tempo ferma nella volontà di opporsi ad un disegno che è contro l’uomo; esso non attenta solo alla nostra libertà, ma alla nostra stessa capacità di essere persone con una dignità indisponibile alla sopraffazione di qualunque potere. La carta costituzionale, che pure vieta ogni discriminazione tra cittadini, è ormai lettera morta nelle mani di chi stà manipolando la nostra vita da quasi due anni; nessun magistrato pare intenzionato a difendere la nostra dignità di cittadini di uno Stato sovrano, lasciando che ci trattino come i sudditi di un degenerato satrapo… stà a noi oggi dimostrare a tutti, anche e principalmente a chi abbiamo contro, che la nostra libertà non è una concessione del potere, ma qualcosa di cui quello stesso potere non può e non potrà mai disporre a proprio piacimento.

1/9/2021

Gennaro Cangiano (M.I.)

giovedì 5 agosto 2021

Green pass. Aspetti giuridici e malafede


 

Il diavolo, si sa, sta nei dettagli e questo sembra proprio essere il caso del decreto legge con cui il governo italiano ha esteso il green pass, già istituito precedentemente, fino a limitazioni dell'accesso ai bar, ristoranti, palestre, piscine, musei, ecc. 

Numerosi esercenti, gestori di palestre e altri a vario titolo coinvolti dal decreto, si stanno apprestando a mettere in pratica una vera e propria discriminazione… ma siamo sicuri che quello che si apprestano a fare, sull'onda della propaganda mediatica, sia proprio quanto previsto nel testo del decreto? Bisogna infatti leggerlo bene e comprenderne tutti gli aspetti, senza limitarsi a quello che si legge sui giornali, perché è quel testo che sono chiamati ad applicare e non quanto ne scrive La Repubblica o il Corriere… si sa, la legge non ammette ignoranza. 

Il decreto in questione, non essendo quello che introduce in Italia il green pass, contiene modificazioni a quello precedente che lo istituiva e recepiva il green pass europeo, estendendone l'ambito di applicazione. 


All'art. 4,comma 2 leggiamo: 

il comma 9 [del decreto precedente - n.d.a.] e' sostituito dal seguente: 

 «9. Le disposizioni dei commi da 1 a 8 continuano ad applicarsi ove compatibili con i regolamenti (UE) 2021/953 e 2021/954 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021.»;


Quindi, chiaramente, i commi a cui si fa riferimento, che sono quelli identificativi del green pass, non si applicano quando non compatibili con i regolamenti UE e del Consiglio d'Europa… e cosa dicono questi regolamenti? Vediamo. 


Il regolamento UE 953/2021 recita al punto 36:

It is necessary to prevent direct or indirect discrimination against persons who are not vaccinated, for example because of medical reasons, because they are not part of the target group for which the COVID-19 vaccine is currently administered or allowed, such as children, or because they have not yet had the opportunity or chose not to be vaccinated.


Che tradotto in Italiano è:

È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate o abbiano scelto di non farlo.


Cosa se ne deduce? È semplice, nessuno è autorizzato in Italia a discriminare per mezzo del green pass. Qualora infatti io non sia vaccinato per scelta e non sia guarito dal Covid, l'unico modo per avere un lasciapassare valido sarebbe quello di fare un tampone e i tamponi non sono gratis. Facciamo l'esempio di chi vuole frequentare una palestra tre volte a settimana: oltre a pagare un abbonamento, ipotizziamo di 50 euro mensili, dovrà sottoporsi a tre tamponi settimanali che, a 25 euro l'uno, fanno una spesa aggiuntiva mensile di 300 euro. Quindi chi sceglie di vaccinarsi dovrà sostenere una spesa mensile di 50 euro, mentre chi sceglie di non vaccinarsi una spesa di 350 euro… e questa si chiama discriminazione; una violazione cioè dello stesso decreto a cui il gestore della palestra o chiunque altro, pensa di ottemperare. 

Quando cominceranno ad essere denunciati per discriminazione, questi signori non potranno cioè difendersi dichiarando di aver eseguito disposizioni del governo, ma dovranno assumersi in prima persona la responsabilità della discriminazione e del dovuto risarcimento… e non è affatto cosa da poco. 

Il principio di parità di trattamento tra individui è un principio fondamentale del nostro ordinamento, derivato in primo luogo dall’art. 3 della Carta Costituzionale, il quale sancisce solennemente i principi di uguaglianza formale (tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge) e sostanziale (la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana). 

I divieti di porre in atto comportamenti o condotte discriminatori e cioè trattare irragionevolmente in maniera diseguale situazioni che dovrebbero conoscere eguale trattamento, solo a causa dei caratteri soggettivi della persona coinvolta o della sua appartenenza ad una determinata categoria, sono la più diretta e concreta articolazione di tale principio. 

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, elevata allo stesso rango giuridico dei Trattati dall’art.6 del TUE, consolidato dopo le modifiche apportate a Lisbona e di fatto vincolante per le istituzioni europee e gli Stati membri, dedica il capo III proprio all'uguaglianza.

L’articolo 20 sancisce il principio generale di uguaglianza formale, l’articolo 21 fissa il divieto di discriminare. 

La spinta comunitaria è stata chiaramente recepita anche in Italia, integrando ed ampliando la disciplina antidiscriminazione già presente nel nostro paese. 

Capito perché il diavolo sta nei dettagli? Perché, nella confusione delle informazioni e nella complicazione del linguaggio con cui le norme sono scritte, si annida la malignità palese di chi ha ideato e pubblicato questo decreto. 

Tutti coloro che metteranno in atto qualsiasi forma di discriminazione, si esporranno a denunce e condanne pesantissime…  Auguri. 


Gennaro Cangiano (M.I.)

Logica, vaccini e propaganda



Chi ha studiato la logica aristotelica, ma anche matematica o informatica, dovrebbe avere familiarità con il cosiddetto "principio di non contraddizione". In realtà si tratta di un concetto così banale che anche chi non ha studiato affatto lo conosce benissimo, anche se magari lo utilizza ogni giorno senza saperlo. Tale principio recita che "se un'affermazione è vera, il suo contrario è falso".
Ad esempio se affermo che "il tavolo è bianco" e quest'affermazione è vera, l'affermazione "il tavolo è nero", in relazione allo stesso tavolo, è necessariamente falsa… è chiaro fin ora? Bene.
Altro principio in logica è quello detto "di uguaglianza", che dice che se "A" è uguale a "B" tra A e B non c'è alcuna differenza se non il modo arbitrario con cui ho deciso di denominare due cose uguali; ad esempio se ho due gruppi e dico che uno è composto da tre cerchi goniometrici e l'altro da tre circonferenze aventi per raggio 1, sapendo che un cerchio goniometrico ha per raggio 1, concluderò che i due gruppi sono uguali o che si tratta di un unico gruppo di 6 cerchi goniometrici… ancora tutto chiaro? Benissimo.

Applichiamo ora questi elementi di logica alle informazioni che abbiamo sui vaccini anticovid e ammettiamo, così come ogni giorno si sforzano di farci credere, che esistano in relazione al Covid due gruppi di persone: i "vaccinati" e i "non vaccinati".
Essendo identificati come due gruppi, dovrebbero esistere delle differenze nette tra i due nell'incidenza della malattia… Proviamo a capire se queste differenze esistono.

La prima informazione da analizzare è quella sull'efficacia dei vaccini. Le fonti ufficiali dichiarano che i vaccini hanno un'efficacia del 95% (in realtà questo è un dato attribuito al solo Pfizer, per gli altri i dati sono leggermente inferiori; prendiamo per buono questo come dato ottimale e tralasciamo anche il discorso delle varianti, che è relativamente recente ed era assente quando si sono presentati i sieri all'opinione pubblica). Stando a quello che questo significa in italiano, si capisce che, su 100 persone vaccinate, solo 5 contraggono il Covid; ma è vero? E da dove viene questo dato?

Sostanzialmente esso viene fuori dai risultati sperimentali che la casa farmaceutica ha presentato agli Stati per accreditare il proprio prodotto. Nel caso di Pfizer ad esempio, si legge che un campione di 40.000 volontari è stato sottoposto a sperimentazione; alla metà di esso è stato dato il vaccino e all'altra metà un placebo. Di tutti questi volontari 138 sono risultati poi positivi al Covid e di questi solo il 5% aveva ricevuto il farmaco. Da qui viene il dato… e vi renderete conto anche voi che c'è qualcosa che non va. Innanzitutto il restante campione dei 40.000 perché non ha contratto il virus? Del campione di 20.000 volontari non vaccinati solo poco più di 100 hanno contratto l'infezione, vale a dire circa lo 0,5%, contro lo 0,2% dei vaccinati; una differenza statisticamente irrilevante che, più che al vaccino, è da imputarsi all'ambiente in cui i volontari vivevano e in più l'incidenza della malattia sulla popolazione in generale comunque già ci dice che solo una piccola percentuale della popolazione contrae il Covid.
Si… peró, si dirà, solo una bassa percentuale dei vaccinati che contraggono il virus sviluppa sintomi. Anche questo non è vero; a ben vedere, anche per i non vaccinati è la stessa cosa: la stragrande maggioranza dei contagiati risulta assolutamente asintomatica.
Ancora si dice che comunque solo una piccolissima parte dei vaccinati muore e si tratta di persone molto anziane e già molto malate; esattamente quello che accade per i non vaccinati: il tasso di sopravvivenza per chi contrae il Covid è del 99,78% nella popolazione in generale e del 99,97% nella popolazione con meno di 70 anni (dati OMS).
Ora… tornando al principio di uguaglianza di cui parlavo, dobbiamo necessariamente dedurre che i due gruppi, vaccinati e non vaccinati, non sono affatto distinti in relazione alla malattia e cioè che l'efficacia dei vaccini anticovid non è dimostrata empiricamente.
Quindi se l'affermazione "i vaccinati si ammalano allo stesso modo dei non vaccinati" è vera, come abbiamo logicamente dimostrato, dobbiamo dedurre che l'affermazione contraria "i vaccinati e i non vaccinati si ammalano in modo diverso" è necessariamente falsa. Così come quindi sono false tutte le altre possibili affermazioni che contraddicono la verità logica, come ad esempio quella che sostiene che i vaccinati siano immuni o che non contagino, visto che la reazione di entrambi i gruppi alla malattia è la stessa.
I dati che arrivano dalla Gran Bretagna sugli attuali ricoveri ospedalieri, che vedono il 60% dei pazienti non vaccinato e il 40% vaccinato, confermano la mia analisi, in quanto nella popolazione generale il rapporto tra vaccinati e non vaccinati è più o meno lo stesso (il 54% risulta vaccinato); vale a dire che non si registrano differenze statistiche rilevanti tra i due gruppi, visto che reagiscono in maniera statisticamente omogenea alla malattia... e quindi sono in realtà un solo stesso gruppo che arbitrariamente distinguiamo con due denominazioni diverse.

Alla luce di questo ragionamento quindi, chiediamoci finalmente: a che serve il green pass?

Abbiamo compreso che quello sanitario è solo un pretesto e che non esiste una differenza sanitaria reale tra i vaccinati e i non vaccinati… qual’è allora la differenza reale? La differenza è sostanzialmente questa: un gruppo di persone ha accettato di seguire e assecondare la narrazione ufficiale, mentre l'altro gruppo no.
La discriminante cioè sta nell'eseguire input in maniera acritica o invece pretendere che una disposizione debba avere una logica comprensibile… praticamente la stessa differenza che c'è tra una macchina e un essere umano, in cui il regime premia il comportamento acritico e penalizza la capacità di ragione.
Una parte della popolazione ha quindi reagito in maniera automatica a delle indicazioni che venivano dalle autorità, quasi come riflesso condizionato. Questo tipo di reazione è stato indotto da una manipolazione mediatica che è ancora in atto e che si fa sempre più aggressiva; un'aggressività che presto ho paura che si trasferirà nel corpo sociale.

Riflettiamoci un attimo… quasi 20 milioni di italiani hanno rifiutato di sottoporsi al vaccino e stanno scendendo in piazza per protestare contro l'obbligo indiretto che è il lasciapassare verde e la discriminazione che ne consegue. La narrazione ufficiale, che non può più far finta di ignorare la protesta, ha già cominciato la criminalizzazione dei manifestanti, a descriverli come pericolosi untori, come dei bifolchi inculturati e analfabeti, ecc.
Il tono degli interventi di chi si è vaccinato, contro i non vaccinati, diventa parallelamente sempre più aggressivo… sui social si leggono frasi degne dei più accaniti nazisti.
Questo clima incredibile diventa più comprensibile solo se si riescono a decifrare le ragioni di chi si è vaccinato. Mi spiego.

Esistono direi tre ragioni fondamentali alla base della scelta di chi si è vaccinato e nessuna di esse o quasi prevede che si tratti di deficienti; si presume cioè che, anche se con il senno di poi, buona parte dei vaccinati abbia riflettuto sulla fallacia della narrazione ufficiale, ma che nonostante ciò perseveri nell'assecondarla, diventando via via più aggressiva. Vediamo tali motivazioni una per una.
La prima ragione riguarda quelle persone che sono effettivamente incapaci di un pensiero critico; sono talmente abituate cioè ad eseguire gli ordini, che per loro non è concepibile un comportamento diverso e guardano stralunati chi invece si rifiuta di obbedire, ritenendolo pazzo e pericoloso.
La seconda ragione riguarda invece chi, magari realmente impaurito dalla narrazione sulla malattia, si è ingenuamente fidato del potere; queste persone, anche quando arrivano alla comprensione dell’inganno, difficilmente riescono ad ammettere di essere stati degli ingenui creduloni, di essere cascati in un raggiro con tutte le scarpe. È come quando subisci una truffa da povero ingenuo; spesso preferisci non renderla pubblica per non esporti alla pubblica derisione. Per queste persone chi si oppone rappresenta inconsciamente il pubblico ludibrio, la derisione e quindi delle persone da zittire con ogni mezzo.
La terza ragione riguarda chi invece è stato costretto a vaccinarsi, magari sotto il ricatto del posto di lavoro; per queste persone, che rispetto agli altri hanno diritto ad una comprensione diversa, accettare di non avere spina dorsale è dura e chi, nella loro stessa situazione, ha deciso invece di resistere, rappresenta quello che avrebbero voluto essere e non sono.
Tutte queste persone saranno spinte dal potere contro quella parte di popolazione che ha deciso di non sottostare a delle norme inutili, ingiuste e liberticide e su di esse sfogheranno tutta la loro frustrazione… inutile dire che spero vivamente di sbagliarmi o almeno che molti di essi capiscano che il loro nemico non è chi non si è fatto raggirare, ma chi li ha raggirati; purtroppo però sono pessimista.

I vaccini infatti, anche se inutili nel contrasto al Covid, non sono privi di effetti e questi si cominciano seriamente a vedere. Nella sola Lombardia sono state già intraprese 70.000 azioni giudiziarie per morti di vaccino o per effetti gravemente invalidanti ed è solo la punta dell'iceberg; i dati dell’EMA (agenzia europea per la farmacovigilanza) dicono di quasi 20.000 morti in Europa in seguito a vaccino e a quasi 2.000.000 di reazioni avverse, di cui circa la metà gravi non fatali (tenuto conto che i dati sono frutto di vigilanza passiva, possiamo dare per certo che siano sottostimati)… fermiamoci un attimo a riflettere su questo.
La stessa EMA ci dice che in Europa si è vaccinato circa il 50% della popolazione, quindi un numero di persone che possiamo approssimare a 150.000.000. Di queste quasi lo 0,8% ha subito effetti avversi gravi e invalidanti o è morta (vale a dire circa 1 su 180), un numero enorme se rapportato alla mortalità covid che l'OMS dichiara essere lo 0,014% e che contrasta con qualunque dichiarazione ascoltata nei media ufficiali... eppure la maggior parte di chi si è vaccinato continua a negare l'evidenza, come se fossero stati resi completamente ciechi… a tutti loro rivolgo adesso una domanda: ma veramente volete continuare ad assecondare questi pazzi che ci stanno usando come cavie da laboratorio ed infognando in una nuova dittatura? Volete davvero andare verso una terza dose e poi una quarta… e fino a quando? Fino a che l'effetto avverso non tocchi a voi o a un vostro familiare? Quando aprirete gli occhi?


Gennaro Cangiano (M.I.)

sabato 24 luglio 2021

Resistenza!




In queste ore, in questi giorni, viviamo in una sorta di bolla monotematica, che a sua volta è dentro un'altra bolla altrettanto monotematica.
La bolla di questi giorni è dominata dal tema dei vaccini e del green pass, contenuta a sua volta in quella tematica totalizzante che da quasi due anni ha monopolizzato ogni aspetto della nostra vita e che è la cosiddetta pandemia.
In molti mi chiedono perchè io sia così contrario ai provvedimenti governativi, all'attuale campagna vaccinale, al green pass… “in fin dei conti basta vaccinarsi”- mi dicono -“e la situazione si risolverà per il meglio; il tuo opporti”- continuano- ”è segno di puro egoismo…” insomma quasi quasi la colpa è mia se le cose vanno a rotoli; non c'è che dire, un vero e proprio capolavoro della propaganda.
Quello che peró vorrei fosse chiaro, ed evidentemente non lo è ai miei interlocutori, è che la mia non è affatto una visione preconcetta delle cose, ma anzi si basa su una seria analisi degli avvenimenti su più livelli… non sono ancora riuscito a capire invece quale possa essere il ragionamento di chi cerca di convincermi.
Il primo livello del mio ragionamento riguarda me e la mia famiglia, come abbiamo vissuto l'epidemia fin dall'inizio, come lo Stato e le istituzioni ci hanno trattato, quello che hanno preteso da noi e quanto siamo stati da essi tutelati.
Ricordo bene i primi giorni, quando qualcuno da Roma veniva a fare l'aperitivo sui navigli, gli spot "Milano non si ferma", “Bergamo non si ferma” o "abbraccia un cinese"...
Contemporaneamente gli ospedali erano travolti, mia moglie, infermiera ospedaliera, era completamente in balia della più totale disorganizzazione.
Ricordo bene quando un giorno tornó a casa e mi disse che, in reparto, gli avevano intimato di togliere la mascherina, perchè altrimenti causava allarmismo… la verità, che avremmo scoperto poi, è che le mascherine non le avevano, come non avevano camici monouso, né altri dispositivi di protezione, niente. La paura intanto cresceva; fuori ancora non ce ne era la consapevolezza, ma dentro gli ospedali ormai era chiara la situazione ed ogni operatore sanitario degli ospedali lombardi ha dovuto fare una valutazione: fare il proprio dovere fino in fondo, nonostante lo Stato non li mettesse in condizione di farlo in sicurezza, oppure sfilarsi, darsi malati, pensare a sé stessi, ai propri cari… e non furono pochi quelli che fecero quest'ultima scelta. Mia moglie invece, e non la ringrazierò mai abbastanza per l'esempio che diede a me e ai nostri figli, decise che era il momento di fare il proprio dovere fino in fondo e noi decidemmo di appoggiarla. Cominciammo a modificare le nostre abitudini familiari, prendendo tutte le precauzioni che potevamo, io e lei smettemmo persino di dormire insieme nello stesso letto. Intanto i suoi colleghi, uno alla volta, cominciarono ad ammalarsi e chi rimaneva in servizio faceva turni straordinari, fino a che non toccò a lei… ricordo come se fosse ora quando ci disse di essere positiva; un brivido lungo la schiena mi impietrì, le mie figlie cominciarono a piangere... non avevamo idea di cosa potesse succedere, ma cercammo comunque di non perdere la lucidità, eravamo insieme e insieme ne saremmo usciti. L'ATS ci contattò dandoci istruzioni su come comportarci durante la quarantena, ebbero cura di dirci che non dovevamo uscire di casa per nessun motivo e poi fummo completamente abbandonati a noi stessi. Dopo ben dieci giorni si presentarono i vigili urbani a controllare se fossimo in casa, ma prima di allora nessuno si era preso la briga di assicurarsi nemmeno se avessimo o meno da mangiare, se avessimo bisogno di qualsiasi cosa… niente. Dio ha voluto che alla fine ne uscissimo indenni, ma non è stato così per tutti i colleghi di mia moglie.
Finita la quarantena siamo tornati a fare quello che ritenevamo nostro dovere e non abbiamo ancora smesso.
Abbiamo toccato con mano però il fatto che lo Stato, dietro la retorica, è gestito da completi incompetenti; se non fosse stato per l'abnegazione al proprio dovere di una buona parte del personale sanitario e delle loro famiglie, questi pomposi inetti ci avrebbero portato in una tragedia ancora più grande di quella che abbiamo vissuto.
A questo livello della mia analisi spero che sia chiaro quindi che né io, né la mia famiglia, allo Stato dobbiamo alcunché; abbiamo fatto fino in fondo quello che ritenevamo giusto ed era molto più del nostro dovere, non ricevendo in cambio nulla, se non l'umiliazione dell'obbligo vaccinale per il personale sanitario che adesso, da eroe, è passato velocemente alla condizione di untore… forse perchè ormai gli ospedali sono vuoti e gli eroi non servono più; anzi sono ingombranti.
Ad un livello più alto, che coinvolge il concetto giuridico di cittadinanza e di interesse collettivo, la mia analisi non può che arrivare a considerazioni analoghe. Gli stessi incompetenti che non hanno saputo garantire la sicurezza del proprio personale sanitario, hanno sistematicamente impedito ai medici di curare gli ammalati, nonostante in migliaia chiedano da mesi di modificare i protocolli di cura domiciliare che, ancora oggi, prevedono tachipirina e vigile attesa. È chiaro che hanno puntato sul vaccino fin dall'inizio e, pur di arrivare a imporlo, hanno fatto sì che i medici non potessero curare i malati; hanno minacciato di radiazione dall'albo quelli che si ostinavano a dire la verità e cioè che dal covid si guarisce, che le cure esistono.
Non hanno ormai nessun briciolo di credibilità, né loro e né i giornalisti che gli reggono il moccolo.
Pure il vaccino si è rivelato una grande presa in giro, come dimostrano i malati e i morti di Covid nonostante la doppia dose, a cui si aggiungono le migliaia di morti a causa degli effetti avversi da vaccino o rimasti gravemente invalidi dopo la somministrazione. E non c’è alcun risarcimento; chi si vaccina non può rivalersi sui produttori, né sullo Stato, né su chi quel siero ha somministrato… Può prendersela solo con se stesso, se è ancora vivo per farlo. Quindi io dovrei, secondo questi filantropi dei miei stivali, ancora una volta mettere a rischio la mia sicurezza e quella della mia famiglia… e se dovesse succedermi qualcosa a causa del vaccino chi penserebbe a loro? velo dico io: nessuno.
E adesso il Green pass, con cui vorrebbero disporre del mio diritto di vivere dignitosamente… un diritto che non è e mai sarà nelle loro disponibilità. Io e l'intero popolo italiano a questi golpisti non dobbiamo niente, sono loro che devono a noi tutti i privilegi di cui ancora possono godere… per ora.
Spero vivamente che ritirino questo decreto incostituzionale a cui non ho nessuna intenzione di sottostare e come me milioni di italiani che ancora non hanno rinunciato a vivere da uomini liberi.
Non riusciranno ad impormi questo vaccino e tanto meno un pass; se davvero pensano che sia indispensabile vaccinarci tutti abbiano il coraggio di renderlo obbligatorio per legge, assumendosi così la responsabilità della violazione dei trattati di Oviedo e Norimberga, ma anche quella economica dei possibili effetti avversi, così come sancito dalla Corte costituzionale. Fino ad allora ci lascino in pace, l'unica responsabilità che abbiamo noi è nei confronti delle nostre famiglie, unica società che sicuramente pensa al nostro bene e non al profitto economico o al potere… a lor signori non dobbiamo proprio niente.
E a tutti quelli che invece hanno scelto di vaccinarsi chiedo di stare tranquilli; se sono convinti dell’efficacia del vaccino non vedo perchè debbano temere qualcosa dai non vaccinati, ma se invece sanno che chi è vaccinato può essere contagiato e contagiare allora vuol dire che assecondano la presa di posizione ideologica di un governo golpista e c’è poco da stare allegri… una volta scoperchiato il vaso di Pandora non riusciranno a richiuderlo nemmeno quando toccherà a loro essere discriminati.




Gennaro Cangiano (M. I.)

mercoledì 21 luglio 2021

Psicopatologia al potere




Ormai siamo al paradosso; se la situazione non fosse seriamente pericolosa dovrebbe essere considerata una ridicola accozzaglia di buffonate. Il Green pass, che il governo Draghi ha introdotto e che si appresta ad estendere, si presenta infatti come frutto di menti seriamente malate.
Ancora più malate però sono le menti dei commentatori televisivi e dei media di regime, talmente presi dal voler compiacere il proprio padrone da non accorgersi di essere ormai in piena dissonanza cognitiva, prede di una schizofrenia che li condanna a vedere e parlare di cose che non esistono. Qualche esempio?
Li sentiamo parlare in continuazione di un'emergenza sanitaria che non c'è più da tempo, gli ospedali sono vuoti, sono più i morti per incidenti domestici che per Covid, eppure ci martellano come se avessimo i morti per strada, evidentemente in preda ad allucinazioni.
"1000 casi, 2000 casi, chi offre di più!" Senza mai dire che si tratta di gente che sta benissimo o che ha un po' di raffreddore e che i pochi morti sono persone molto anziane con due o tre patologie… ebbene si, non siamo immortali… a una certa età, in un modo o nell'altro, si muore.
Che dire poi di quello che invece non vedono? Delle decine di migliaia di eventi avversi da vaccino che hanno deciso di non vedere? Giovani che, convinti dalla loro propaganda, si sono sottoposti al vaccino pur non rischiando assolutamente niente dalla malattia e sono morti o hanno subito effetti avversi invalidanti… e continuano a sproloquiare imperterriti, questi mentecatti, senza nessuna capacità di empatia; dei veri e propri psicopatici.
Non vedono nemmeno la sostanziale inefficacia di questa campagna vaccinale: i dati pubblicati dall'agenzia di sanità pubblica inglese mostrano infatti un tasso di mortalità sei volte maggiore tra i completamente vaccinati rispetto ai non vaccinati e un tasso di ricovero ospedaliero del 2,3% tra quelli completamente vaccinati, rispetto a solo l'1,2% tra i non vaccinati.
Adesso poi che hanno accolto in maniera del tutto acritica l'aparthaid sanitario del green pass, ritengono giusto discriminare milioni di concittadini solo perché non disposti a fidarsi delle loro raccomandazioni da malati di mente; non si accorgono che, se un vaccinato può infettarsi ed infettare, come ormai sanno anche i pali della luce, dargli un lasciapassare lo sottrae ad ogni controllo, rendendolo, esso si, un untore, ma dividendo inoltre, in maniera del tutto arbitraria, la popolazione in due categorie, in cui una è obnubilata, sottomessa e per questo premiata, mentre l'altra è il capro espiatorio su cui scaricare gratuitamente il peso del proprio fallimento e della propria oscena malignità.
Con la salute pubblica il Green pass non c'entra niente; chi non si vaccina è considerato dal regime un dissidente politico e come tale deve essere ghettizzato, escluso dalla vita sociale, accusato di essere origine e responsabile della situazione di malessere in cui invece loro hanno ridotto la popolazione. Guardate che su questo, come su tutta la campagna di criminalizzazione in atto per chi legittimamente sceglie di non vaccinarsi, le differenze con la propaganda antisemita degli anni trenta del secolo scorso non esistono. Individuato il capro espiatorio e costruita una farneticante visione ideologica della realtà, la macchina del totalitarismo comincia a vivere di vita propria, fino a un punto di non ritorno… che è esattamente quello che oggi rappresenta il Green pass, versione moderna delle leggi razziali del 1938.
A sostegno del fatto che, tale strumento di discriminazione, non ha nessuna motivazione sanitaria è emblematico il caso riportato dalla BBC proprio in questi giorni: è esploso un focolaio Covid, circa 100 casi, sulla portaerei inglese Queen Elizabeth, che è a metà di un tour mondiale. Anche diverse altre navi da guerra della flotta che la accompagna sono state colpite. Il segretario alla Difesa Ben Wallace ha affermato che tutto l’equipaggio del dispiegamento ha ricevuto due dosi di vaccino contro il Covid-19… è questo su cui si dovrebbe seriamente riflettere.
Oltre 100 infettati nonostante tutto l’equipaggio sia stato vaccinato con due dosi. Probabilmente “l’untore” è un membro dell’equipaggio, di quelli che scendono nei porti per fare rifornimenti e spese; quindi si tratta di un vaccinato che si infetta e infetta altri vaccinati… ecco, in Italia gli avrebbero dato un Green pass.
La cosa che rischia però di essere un risvolto tragico dell'intera vicenda è che questi vaccini, lungi dall'essere la soluzione, potrebbero a breve diventare il vero problema e questa è la cosa più grave che i mentecatti fingono di non sapere. I problemi di sicurezza erano già infatti ben noti dai tempi degli studi svolti per il vaccino contro la Sars. Già all'epoca avevano sviluppato una serie di vaccini biotecnologici e li avevano testati a livello preclinico sugli animali, come si procede in tempi ordinari. Quegli studi, purtroppo, rilevarono che in gran parte degli animali vaccinati avveniva un potenziamento della malattia. Invece di essere protetti, sviluppavano una complicazione grave e spesso fatale. Per questo gli studi vennero interrotti… Fino ad oggi.
La situazione è talmente grave che la storia riserverà a questi nostri giorni un giudizio severissimo, ritenendo gli uomini del nostro tempo dei felloni che, pur di non prendere un raffreddore, non solo hanno sacrificato i propri figli, ma hanno mandato al macero tutte le conquiste di libertà dei loro padri…
Lascio questo scritto per quegli stessi storici; non so fin dove vogliono portarci questi nazisti malati di mente, ma so quale sarà l'epilogo dell'intera vicenda: un nuovo, implacabile, spietato processo di Norimberga… Auguri!


Gennaro Cangiano (M. I.)

lunedì 19 luglio 2021

Si, si... Andrà tutto bene.

Povera Patria

Non so se abbiate anche voi la stessa consapevolezza, ma a me sembra evidente che in Italia le cose stiano precipitando.
Dico questo pensando alla totalità della nostra situazione, sia essa sanitaria, economica, politica, geopolitica o sociale.
Proviamo a fare il punto, analizzando il momento del nostro paese da ognuno degli angoli di visuale citati.

La situazione sanitaria stà avviandosi verso un vero e proprio buco nero; man mano che si procederà verso un numero sempre più elevato di somministrazioni vaccinali, tra nuove cavie e nuovi richiami, cominceremo a conoscere quali effetti avversi si presenteranno in quelli che per primi si sono sottoposti a inoculazione; aggiorneranno certo ancora i bugiardini con questi effetti a medio termine, cosí come hanno fatto già per le trombosi, ma intanto la gente sarà vaccinata e potrà solo subire tali conseguenze. Sarà sicuramente sempre piú difficile mettere tali patologie in correlazione al vaccino, ma, se ci sarà un aumento di determinate malattie rispetto alla media degli anni passati, si potrà misurare l'incidenza di esse nella popolazione che non si è vaccinata e trarre le dovute conclusioni… sempre che permettano a qualcuno di non vaccinarsi; se dovessero procedere a inoculare il 100% della popolazione, volente o nolente, è un dato a cui sarà quasi impossibile risalire e non oso pensare a quello che potrebbe succedere a lungo termine.
Pensate che io sia troppo pessimista? Puó darsi, intanto questi vaccini hanno causato già più danni di tutti gli altri, in tutta la loro storia, messi insieme. Alcuni effetti saranno comunque più probabili di altri e numerosi ricercatori ci hanno già messo in guardia sul loro verificarsi. Si tratta di patologie autoimmuni, cardiovascolari, di sterilità riproduttiva, di processi tromboembolici, ecc… Ma anche del famigerato effetto ADE, che non è altro che il potenziamento della malattia (Covid) dovuto agli anticorpi. Insomma a partire dal prossimo autunno potremmo vederne di tutti i colori... chi vivrà vedrà.

La situazione economica non sarà da meno; buona parte di quanto già detto sarà imputato a sempre più astruse varianti del virus e si continuerà nella demolizione controllata di intere filiere produttive, con restrizioni e chiusure forzate in nome della salute pubblica, il PIL calerà di conseguenza e il debito esploderà, fino al fallimento finanziario dello stato italiano in stile greco. Questo significherà il taglio di pensioni e stipendi pubblici, milioni di disoccupati, la svendita di tutte le infrastrutture strategiche, la svendita delle aziende di stato, tassazioni insostenibili, ecc…
Pensate che io sia troppo pessimista? Può essere, ma intanto con i prestiti del recovery fund si sono assicurati che, anche in caso di uscita dall'euro, cosa che potrebbe in teoria salvare la situazione, ci ritroveremmo con un debito di 200 miliardi da restituire comunque in euro, contratto con un tasso di interesse variabile e che è un vero e proprio guinzaglio con cui l'UE tiene ben a cuccia il nostro paese… Cosa pensate che stia facendo Draghi se non finire quello che ha iniziato nel 1992 sul Britannia?

Se possibile la situazione politica è ancora peggiore; la democrazia infatti la possiamo tranquillamente derubricare a mera facciata di un regime totalitario. Lo stesso recovery fund che abbiamo sottoscritto prevede infatti più di 500 condizioni che il nostro paese dovrà limitarsi a eseguire acriticamente, pena il ludibrio internazionale, lo spread a 5000 e il default immediato. Nessun governo o parlamento sarà libero di prendere decisioni autonome, indipendentemente da chi sia a vincere le elezioni. Pensate che io sia troppo pessimista? Può darsi, intanto il nostro ministero dell'interno, con la stretta collaborazione del ministero per l'innovazione tecnologica (Colao), ha iniziato la sperimentazione che porterà all'introduzione nel nostro paese del voto elettronico… quello, tanto per essere chiari, che ha portato Biden alla casa bianca nonostante abbia perso le elezioni americane.

Dal punto di vista geopolitico poi siamo sempre le solite pedine. Gli USA ci useranno sempre di più come base logistica per operazioni militari, le 100 e passa basi americane sul nostro territorio e le centinaia di testate nucleari USA in esse ospitate, fanno dell'Italia uno dei primi obiettivi di qualunque nemico degli americani. Se si tiene conto che, stando alle condizioni già dette, non saremo mai più in grado di decidere la nostra politica estera, il quadro è chiarissimo…
Pensate che Luigi Di Maio sia per un caso ministro degli esteri? Assolutamente no… il suo più grande pregio infatti è l'incompetenza.

La situazione sociale infine degenererà molto presto. I licenziamenti sono già stati sbloccati, centinaia di migliaia di aziende sono già fallite, quelli che hanno già perso il lavoro sono centinaia di migliaia ed è solo l'inizio. Si annuncia per i prossimi mesi lo sblocco degli sfratti, bloccati da quasi due anni, e inoltre la riforma della giustizia, che è in via di approvazione, renderà semplicissimo alle banche l'esproprio dei beni dei debitori, accelerando ancora di più i fallimenti delle aziende. Quando la gente si sveglierà dal sonno ipnotico con cui i media l'hanno sedata, sarà tardi, le manifestazioni di piazza saranno represse con la violenza e il territorio sarà sempre più militarizzato… i pericoli di una guerra civile non sono affatto remoti. Pensate che io sia troppo pessimista? Forse; intanto qualcuno in Francia si è già spinto a sostenere che il territorio italiano, fino a Milano compresa, dovrebbe appartenere alla Francia.

Insomma che dire in conclusione… per il popolo che solo un anno fa adottava lo slogan “andrà tutto bene", non fa una piega.




Gennaro Cangiano (M. I.)

lunedì 12 luglio 2021

Sulla critica di Diego Fusaro a mons. Viganò

 



Ho ascoltato con molta attenzione la critica mossa dal prof. Fusaro alle argomentazioni di mons. Viganò; è un atteggiamento che riservo sempre a quanto sostenuto da Diego Fusaro, uno dei pochi intellettuali del panorama culturale italiano a cui riconosco una genuina onestà. Non mi dispiace nemmeno il suo modo di comunicare, volutamente ricercato ed aulico, pur riconoscendo come esso spesso appaia forzato, come se il filosofo badasse talvolta più alla forma che alla sostanza delle sue argomentazioni. Ho anche letto molte delle sue pubblicazioni e, come spesso mi accade con i filosofi contemporanei, non condivido tutto quello che viene in esse sostenuto, ma riconosco, dietro la ridondanza evidente, una ricerca filosofica genuina. 

Proprio partendo da tale considerazione e dalla stima nei confronti di Diego Fusaro, devo però evidenziare, altrettanto onestamente, che nella sua critica a mons. Viganò ha commesso una serie di errori che da lui non mi sarei aspettato. Cerco di spiegarmi. 

Sostanzialmente Fusaro imputa a Viganó il non riconoscere a eventi come la rivoluzione francese, la valenza liberatoria che comunque, a suo dire, è innegabile, specie nella declinazione di concetti come la sovranità popolare e i diritti umani. Fusaro purtroppo non riesce però a vedere quanto il sistema filosofico moderno, di cui lui stesso si dichiara sostenitore, considerandosi un Hegeliano, sia diventato invece la gabbia dentro cui oggi ci dibattiamo. E di evidente cecità si tratta, visto che considera aporia filosofica il fatto che Viganò non stia logicamente in questa stessa gabbia; è invece proprio questa la strada, indicataci dal monsignore, che tutti siamo chiamati a percorrere se vogliamo veramente liberare il pensiero: uscire dalla gabbia (Platone avrebbe detto dalla caverna; mito molto caro al filosofo piemontese). 

Se infatti restiamo nella ferma convinzione moderna che la sovranità appartenga al popolo, legittimiamo, pur volendolo criticare, esattamente il sistema che oggi ci opprime, mentre mons. Viganò è su questo chiarissimo: la sovranità appartiene a Dio. 

Solo cioè riconoscendo che la sovranità popolare ha in Dio, cioè in un diritto naturale preminente, un limite che non puó essere superato, questa stessa sovranità puó ottenere una legittimità che altrimenti diviene arbitrio, dittatura della maggioranza e, in ultima analisi, tirannide. È l'assenza del limite che ci ha portato ad abomini come il ddl Zan; questo, il filosofo Fusaro, lo sa bene e bene ne ha parlato nelle sue opere, eppure non riesce a vedere che, quello stesso limite ritenuto necessario, lo si debba inevitabilmente riconoscere in Dio e cioè in un assoluto per sé sussistente da cui discende ogni sovranità. Sarebbe strano se il professore volesse davvero sostenere, come sembra, l'esistenza di un tale assoluto trascendente e poi negare che la sovranità risieda in esso; sarebbe puro deismo illuminista e massonico e, questo sì, sarebbe una novità nella sua impostazione teoretica. 

La democrazia, a differenza di quello che sembra intendere Fusaro, non è affatto intesa da mons. Viganò come demoniaca (affermazione che Fusaro mette sulle labbra del prelato in maniera del tutto gratuita) e tanto meno incompatibile con il riconoscimento del diritto naturale; anzi quest'ultimo ne rappresenta invece una fonte giuridica suprema, metacostituzionale, disegnando i precisi confini etici entro cui ogni sovranità deve esercitarsi, indipendentemente dalla forma con cui essa si presenta e si esercita nella storia. 

Sarebbe bastato al filosofo guardare esattamente davanti a sé, rinunciando alla visione puramente ideologica della realtà; proprio davanti al proprio naso la realtà oggettiva delle cose gli avrebbe chiarito che, quelle aporie che imputa alle argomentazioni di mons. Viganò, risiedono invece nella sua prigionia in un sistema filosofico sbagliato, descrittivo di una realtà che non esiste. Quelle argomentazioni non si inseriscono affatto in una dialettica Hegeliana, come se fossero antitesi della tesi neoliberista, da comprendere poi nella sovranità popolare come sintesi risolutiva; non è così, il Dio di cui parlano quelle argomentazioni non è il processo storico Hegeliano, ma l'assoluto trascendente che Hegel non vuole vedere perché incompatibile con la superbia del proprio sistema filosofico e, come lui, evidentemente anche chi se ne dichiara discepolo come Fusaro. 

Mons. Viganò è un Vescovo, un principe di santa romana Chiesa e un po' di umiltà sarebbe bastata per comprendere la valenza altissima delle sue parole. Con questo non voglio sostenere che un Vescovo abbia sempre ragione, ma nemmeno lo si puó ascoltare facendo finta che l'abito che indossa non esista. Confido in quell'onestà intellettuale, che continuo a riconoscere a Diego Fusaro, perché lo conduca ad un ripensamento; abbiamo bisogno di lui come di ogni altro uomo di buona volontà in questa battaglia, le cui implicazioni sono talmente gravi da richiedere ad ognuno il coraggio di uscire dalla caverna in cui ha rinchiuso sé stesso. Affido Diego e con lui tutti noi, al cuore immacolato di Maria Santissima, perché ci protegga e ci illumini con la Sapienza di cui è depositaria. 


Gennaro Cangiano (M. I.) 

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